In una conferenza il Ceo di Apple, Tim Cook, fa una dichiarazione molto pesante nei confronti del business dei social network che, a parere del super manager, “alimentano la disinformazione e le teorie della cospirazione”.
Il suo intervento avviene dopo l’escalation di un duro scontro sempre più aperto con Facebook che sta per fare causa alla multinazionale dalla grande mela proprio per pratiche lesive della concorrenza sul proprio App Store.
I due colossi, sempre più assetati di sangue e soldi, sono ai ferri corti da tempo e a ribadire questo concetto ci pensa Cook: “In un’epoca di disinformazione rampante e teorie della cospirazione alimentate dagli algoritmi, non possiamo più far finta di niente davanti a una visione della tecnologia secondo la quale tutto il coinvolgimento è coinvolgimento positivo – più a lungo è, meglio è – il tutto con l’obiettivo di raccogliere più dati possibile”, sostiene Cook, “in troppi si stanno ancora chiedendo fino a che punto riusciranno a cavarsela quando dovrebbero chiedersi quali siano le conseguenze di dare la priorità a teorie della cospirazione e incitazioni alla violenza e di premiare contenuti che minano la fiducia dell’opinione pubblica in vaccini che salvano la vita”.
“Quali sono le conseguenze di vedere migliaia di utenti unirsi a gruppi estremisti e poi perpetuare un algoritmo che ne raccomanda ancora di più?”, ha proseguito il Big manager con un attacco ancora più diretto a Facebook. “Credo che l’anno passato e alcuni eventi recenti abbiano reso concreto il rischio di ciò per noi tutti, come società e come individui”, ha concluso Cook, in un evidente riferimento all’irruzione in Campidoglio del 6 gennaio.
L’assalto a Capitol Hill è responsabilità di Facebook, secondo il numero uno dell’azienda di Cupertino, e ieri l’ad di Facebook, Mark Zuckerberg, ha annunciato che l’algoritmo di Facebook non suggerirà più gruppi a carattere politico.
Vedere entrambe le società, improntate alla conquista del mondo e tra le poche in grado di competere a quei livelli, darsi battaglia con colpi bassi, fa capire quanto siano spietate e senza scrupoli queste società. Attribuire a Facebook la responsabilità dell’attacco a Capitol Hill è vile. Ma, visto l’obiettivo comune di entrambe le società e vista la loro politica aziendale, non è possibile convivere con una sana concorrenza leale. Quindi, si gioca sporco!
