Home Arte & Cultura “Pillole Domenicali”, le ultime novità in libreria: “MEDIOEVO MARINARO”

“Pillole Domenicali”, le ultime novità in libreria: “MEDIOEVO MARINARO”

by Freelance

Di Guglielmo Brighi

MEDIOEVO MARINARO, l’ultimo saggio edito dalla Società editrice IL MULINO di uno dei più giovani storici genovesi di respiro nazionale ed internazionale: Antonio Musarra.

La civiltà medievale non ha potuto fare a meno del suo mare, delle sue tecniche di navigazione, dei suoi portolani, delle sue carte nautiche, delle sue vele, dei suoi scafi.

Un richiamo, una possibilità, una dimensione. Andare per mare agli inizi del primo millennio significa costruire, alimentare ed elaborare immaginari fantastici. Bisogna allora, come dice il grande storico Alberto Tenenti, delineare, dare un “senso al mare”, costruire una storia di questo senso.

Politica, religione, filosofia soffiano sulle vele dell’uomo medievale. E’ il mare dei pellegrini, è il mare dei lamenti per un viaggio periglioso, non certo comodo, sempre esposti alle scorribande della pirateria. Ci si fà il callo a navigare. E poi la mitologia legata agli scontri memorabili: prima fra tutte la Battaglia della Meloria dell’agosto del 1284, poi quella disperata e sfortunata dei fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi.

“Ad partes Indiae per mare oceanum”, il grandioso tentativo compiuto nel 1291 nel tentativo di aprire una nuova via marittima verso l’India, l’esigenza di apertura di nuovi accessi al continente asiatico. Solo la Grande Peste del 1348 riesce a rallentare in modo sistematico la navigazione oltre le Colonne d’Ercole.

Il mito costruito sulle onde è un mito destinato a durare perché diventa mito ideologico.

Se i greci ed i romani sono i primi a ricorrere all’annalistica come strumento storiografico, fonti medievali la fanno risalire a Caffaro di Rustico da Caschifellone, crociato e diplomatico. Nel suo “De Liberatione Civitatum Orientis” scopriamo una delle prime descrizioni della costa sirio-palestinese.

Tempo e spazio. Spazio reale, spazio immaginato. E poi ancora mare, le coste, i porti, le loro distanze tra una città e l’altra. L’oriente si racconta per mare, soprattutto per mare. Si insiste sulla descrizione geografica. Questa è una delle più grandi rivoluzioni dell’uomo e della sua marineria: si abbandona lo spazio simbolico si segue quello spaziale.

Per Musarra la figurazione grafica di un tratto di mare sta diventando una conquista dell’intelletto attribuibile alla crescente razionalizzazione della società. Sembra un preludio quasi rinascimentale non solo della marineria!

Il portolano è una delle conquiste più mirabili della civiltà medievale. Libro che riporta non solo la descrizione delle coste e dei porti mediterranei, ma anche tutte quelle informazioni essenziali per navigare: eventuali ridossi, rilievi di  fondali, eventuali scogli, eventuali secche. Spesso il portolano viene confuso con la carta nautica. Infatti per portolano si intende la carta nautica anzichè il libro.

La Carta Pisana, ad esempio, è una carta delle coste mediterranee disegnata in pergamena. La carta deve essere pratica, deve guidare il navigante da un porto all’altro in sicurezza. La carta deve descrivere la realtà, non proporre una lettura personale del mondo con le sue esaltanti diversità.

Città con porto e città portuali. Per Musarra le città mediterranee sono polimorfiche con specificità proprie. Genova e Venezia sono città porto. Pisa invece è città fluviale perché le sue strutture portuali sono collocate fuori dalle mura cittadine. Il mare assicura unità politica ed economica. Agli stati e poi agli imperi. Il mare è una via di comunicazione che va usata. La natura deve essere dominata, non contemplata.

Saggio storico ricchissimo di riferimenti, suggestioni, tecniche. Assolutamente da leggere e rileggere!

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