Home Arte & Cultura Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “La Moda”

Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “La Moda”

by Freelance

Di Guglielmo Brighi

Una storia dal Medioevo a oggi è un libro pubblicato da Editori Laterza in aprile. Autore Giorgio Riello, professore di Storia Globale dell’età moderna presso il Dipartimento di Storia dell’Istituto Universitario Europeo a Fiesole e professore di Global History all’Università di Warwick in Gran Bretagna.

La moda influenza il mondo, il mondo la moda. La redattrice di Vogue America, Anne Wintour afferma convinta che la moda è lanciata verso il futuro e non può permettersi di considerare il passato proprio perché è effimera, chimerica.

Interrogarsi sulle tendenze che ha espresso, che esprime, che riuscirà ancora ad esprimere, è esercizio culturale e sociale che riguarda tutti. Attraversata da secoli diversissimi, nella sua capacità di reinventare ruoli di condivisione e di rappresentazione, ha sempre impresso una accelerazione ai gusti ed ai suoi orientamenti. Scopriamo che il termine moda ha radice etimologica latina e deriva da “modu(m)”, modo corrente del vestire e dell’acconciarsi.

La vestizione di genere si adatterà ai tempi. Scopriamo, sfogliando le pagine di questo bel saggio di Riello, che fino al Trecento entrambi i sessi indossano tuniche lunghe. Un secolo dopo, l’uomo preferirà abiti più corti a differenza della donna che continuerà ad indossare indumenti lunghi.

La moda sarà presto “normata” se già a metà del XIV nasceranno le leggi suntuarie, provvedimenti legislativi atti a limitare la spesa per gli oggetti di lusso. I provvedimenti legislativi saranno applicati presto per matrimoni e funerali. Si deve impedire spese eccessive, perseguendo il fine del “buongoverno”.

Il genere femminile è sempre stato più ricettivo all’influenza della moda tanto che il binomio moda-donna rimane inalterato. Giorgio Riello si interroga se la donna, in quanto incapace di resistere alle tentazioni, è più esposta a diventare una “vittima” della moda. Il sociologo Georg Simmel interpreta la moda come fattore di “compensazione” per la donna. Quest’ultima ha sempre cercato di usare nei secoli un contrappeso rispetto alla sua esclusione della vita pubblica, creando una sua sfera di scelta e di espressione proprio nel campo della moda.

Il libro ci accompagna attraverso i secoli alla scoperta del “nero” ( secc.XVI e XVII ), a quelli del modernissimo Settecento quando la moda inizia a diventare fenomeno di massa con l’avvento del negozio, l’antica bottega medievale ora pronta per essere trasformata e pronta ad offrire uno spazio più attento.

Nell’Ottocento ritorna il nero ed il grigio come scelta e gusto cromatico. La vistosità del secolo precedente sembra un ricordo. Napoleone non assomiglia certo a Luigi XIV in fatto di magnificenza e sfarzosità.

Nella seconda metà del Novecento la moda esplode e viene sottoposta ad una nuova organizzazione. E’ al massimo della sua definizione imprenditoriale. Crea mercati nuovi, forme di comunicazione nuove, crea un mercato distributivo nuovo. Dall’alta moda, al pret-à-porter, la moda pronta. Formalità ed informalità.

Con la nascita della moda italiana, il 1951 è un anno memorabile con la prima sfilata avvenuta a Firenze in casa di Giovanni Battista Giorgini. E poi la cultura giovanile, con le sue sotto-culture hippy e punk.

Si dice che prima o poi la moda morirà. Per il momento è un grande frullatore che tutto inghiotte, trasforma, divide. Giorno dopo giorno.

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