Di Guglielmo Brighi
Alfonsina e la strada è il titolo di questo ultimo romanzo di Simona Baldelli già disponibile in libreria per Sellerio Editore. Classe 1891, nata a Castelfranco Emilia, coniugata con Luigi Strada di professione cesellatore.
Di umili origini, entrambi i genitori sono braccianti. Nelle campagne il tifo, la pellagra, la tubercolosi, dilagano.
L’Italia del Regno è un paese ancora povero, analfabeta ed ancora arretrato. Sta coltivando le prime passioni Alfonsina. Infatti già all’età di dieci anni la troviamo a pedalare una bicicletta appena funzionante. Quando si sposerà con Luigi Strada nel 1915, riceverà come regalo di nozze proprio una bicicletta.
Nel 1907 la troviamo a Torino, città della velocità e della locomozione. Inizia a gareggiare ed all’età di sedici anni, riesce a battere un’altra campionessa, Giuseppina Carignano, riuscendo a strapparle il titolo di miglior ciclista italiana.
Nel 1911 si iscrive ai due Giri di Lombardia. Lo sport, in particolare il ciclismo, è ancora “roba” da uomini!
La “regina della pedivella”, così fu soprannominata Alfonsina, lo sa bene! I pregiudizi di genere sono ancora molti, troppi.
Il suo momento arriva nel 1924. Decide di iscriversi al più importante evento ciclistico: il Giro d’Italia. Molte furono le diserzioni famose a quel giro. Basti pensare a Girardengo e Bottecchia. Fu Giuseppe Enrici il vincitore di quella Edizione. Su novanta corridori, solo trenta arrivarono al traguardo.
Fu la dodicesima edizione. Si svolse tra il 10 maggio ed il 1° giugno. Dodici tappe e più di tremilaseicento chilometri. Alfonsina non brillò in quel Giro. A Perugia, cade diverse volte e arriva fuori tempo massimo. Brillò invece il suo coraggio, il suo agonismo, la sua abnegazione. Di lei rimane una vita all’insegna della purezza e della caparbietà.
Rimane anche un simpatico motivetto dedicato ad Alfonsina. Recita così…”ma dove vai bellezza in bicicletta? Così di fretta, pedalando con ardor…”. Alfonsina, che sfidò il Giro ed i pregiudizi!
