Operazione antimafia nei confronti del clan mafioso di Matteo Messina Denaro, fermi nel trapanese e 20 gli indagati in un’inchiesta condotta dalla Polizia ai danni del clan del boss di Cosa Nostra latitante dal 1993; nell’inchiesta sono stati coinvolti anche un sindaco e diversi imprenditori.
Il blitz della Polizia nel trapanese è stato effettuato nei confronti di una serie di presunti mafiosi, molti dei quali vicini al numero uno di Cosa Nostra, il boss Matteo Messina Denaro. I provvedimenti di fermo sono 13 e sono stati emessi dai magistrati della Dda di Palermo. Sono stati impiegati centinaia di agenti delle squadre mobili di Palermo e Trapani, supportati da quelli del Servizio centrale operativo.
Venti gli indagati tra i quali anche un sindaco, accusato di corruzione elettorale ed estorsione, e diversi imprenditori. Le accuse ipotizzate nei confronti degli indagati sono di associazione mafiosa, estorsione, incendio, furto, favoreggiamento personale e corruzione elettorale, aggravati dal metodo mafioso.
Le manette sono scattate per alcuni imprenditori e per un dirigente di un’azienda pubblica di Trapani che è anche presidente di una cantina sociale mentre il primo cittadino risulta solo indagato. In corso anche una serie di perquisizione nelle campagne del trapanese per la ricerca di armi.
