Non c’è pace per il governo, nuovi sussulti provengono da Italia Viva che minaccia la crisi se Conte non abbandona l’idea della cabina di regia. Comincia così uno scenario di botta e risposta, da sempre tipicamente italiano che si concluderà mettendo qualche toppa per andare avanti.
Renzi, dall’alto del suo 2 o 3% di consensi, alza la voce e costringe i partiti a vertici defatiganti per trovare il bandolo della matassa e un equilibrio per proseguire la navigazione. Sicuramente con i miliardi che pioveranno in Italia dall’Europa ognuno dei partecipanti all’Esecutivo chiede conto e ragione dei progetti da mettere in campo.
Nuovi tecnici vengono nominati dal presidente del consiglio e altri gruppi di esperti scendono in campo. Tuttavia bisogna ricordare alla politica che si richiede l’indirizzo e il contenuto degli investimenti da attuare, mentre ai tecnici spetta il compito di renderli attuabili o eseguibili.
Non si può fare esattamente il contrario. Ancora meno si potrà sciupare questa occasione unica e finale per fare decollare l’Italia e dissipare la nostra tradizione negativa di non sapere o non riuscire a spendere quel che ci viene offerto dall’Europa. Ora una verifica complessiva è necessaria, ma esercitare ricatti, magari spingendo il premier ad un rimpasto, diventa un’ulteriore alchimia che non possiamo permetterci con un’economia devastata e un Paese piegato in due.
Forse Renzi vuole entrare nella compagine di Governo, per avere ancora più visibilità e consentire che il suo mini partito possa acquisire qualche punto in più di percentuale nei sondaggi che allo stato delle cose sono piuttosto deprimenti per la sua formazione politica.
Già bastano e soverchiano i conflitti nella maggioranza e nell’opposizione che mostrano l’inconcludenza e l’incompetenza di un’intera classe dirigente, idonea solo ad un vocio o ad alzare il tiro per farsi notare e per conquistare le prime pagine dei giornali, a tutto questo si aggiunge la beffa del pensiero collettivo, di politicanti senza scrupoli, che pensano ingenuamente che gli italiani abbiano l’anello al naso. Stiamo messi bene!
