Home Attualità Retromarcia del senatore di Forza Italia, Vitali: “Non sosterrò il professore Conte”

Retromarcia del senatore di Forza Italia, Vitali: “Non sosterrò il professore Conte”

by Rosario Sorace

Luigi Vitali ci ripensa e fa un retromarcia clamorosa in meno di 24 ore, dopo l’annuncio del suo sostegno a favore di Conte. Non si tratta solo di volubilità ma di una convinzione che lo stesso avrebbe maturato sulla questione della giustizia: “Mi appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”.

Il giorno prima aveva affermato: “Ho preso la decisione di sostenere il professor Conte”. Luigi Vitali cambia idea facilmente e, se prima sembrava un ex senatore di Forza Italia, ora è deciso più che mai a non aderire al progetto dei “costruttori“, togliendo l’appoggio a Giuseppe Conte e confessa candidamente: “Mi hanno chiamato Silvio Berlusconi e Matteo Salvini” anche se afferma che non ha avuto promesse e continua dicendo: “Berlusconi mi ha ricordato il passato insieme e le larghe intese. Salvini mi ha detto: ‘Hai visto che io ho aperto su giustizia e fisco’”.

E così, in poco tempo, Vitali invia una nota alla stampa: “Nessun appoggio politico al Conte Ter. Nelle scorse ore ho avuto modo di interloquire con il presidente del Consiglio Conte sottoponendogli l’urgenza e l’importanza per il Paese di una riforma complessiva della Giustizia dichiarando il mio appoggio ad un ritorno allo stato di diritto e di garanzie nel processo”, spiega.

“È inaccettabile pensare che in un Paese civile siano stati aboliti i termini della prescrizione quando i processi hanno una media di durata al di là di tutti gli standard europei. Questo ragionamento condiviso con Conte era nel solco di quanto già dichiarato dal Presidente Berlusconi sull’apertura ad un governo istituzionale e a quanto dichiarato dal segretario Matteo Salvini circa la volontà di parlare con chiunque a patto che fossero messi al centro i contenuti di una piattaforma di Governo che prevedesse tra gli altri una riforma della giustizia e fiscale. Percorsi utili ed essenziali per evitare elezioni anticipate che tutt’ora ritengo insensate. Ribadisco dunque nessun appoggio politico al Conte Ter”.

Tutte queste considerazioni fanno a pugni con quanto affermava il giorno prima: “Non è questo il momento delle contrapposizioni ma di dare come classe dirigente complessiva un segnale a chi non ha ancora ricevuto la Cig, il vaccino, a chi è stato costretto a chiudere attività, alle partite Iva, alle imprese ai commercianti, che il Paese è unito, perché solo insieme si uscirà dal tunnel”.






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