Home In evidenza Recovery Plan, il 50% delle risorse destinate al meridione

Recovery Plan, il 50% delle risorse destinate al meridione

by Romano Franco

Da poche ore, il nuovo testo del Piano di ripresa e resilienza è stato inviato dal governo ai rappresentanti dei partiti di maggioranza. Nella bozza del Recovery plan si legge: “La bozza di PNRR sarà analizzata nel prossimo Consiglio dei Ministri e costituirà la base di discussione per il confronto con il Parlamento, le Istituzioni regionali e locali, le forze economiche e sociali, il Terzo Settore e le reti di cittadinanza, ai fini dell’adozione definitiva del Piano ‘Next Generation Italia'”.

“La presentazione del PNRR – precisa il testo – necessiterà di una più precisa definizione delle riforme e delle strategie di settore connesse al Piano e di ulteriori passaggi politico-amministrativi che consentano di finalizzare le progettualità e le tempistiche previste, attraverso l’individuazione dei soggetti responsabili, delle attività da compiere e delle modalità operative di lavoro e di coordinamento delle amministrazioni e degli attori istituzionali a vario titolo coinvolti”.

Il governo sta lavorando con l’obiettivo di aumentare il volume degli investimenti “può prevedere, in alcuni ambiti (politiche industriali per le filiere strategiche, miglioramento dei servizi turistici e infrastrutture di ricettività, economia circolare, housing sociale), l’utilizzo di strumenti finanziari che consentano di attivare un positivo effetto leva sui fondi per facilitare l’ingresso di capitali privati (equity o debito), di altri fondi pubblici o anche di una combinazione di entrambi (blending) a supporto delle iniziative di investimento”.

“In questa prospettiva – si aggiunge – l’intervento pubblico può assumere la forma di una garanzia su finanziamento privato oppure di una copertura dell’eventuale prima perdita dell’investimento azionario finalizzato alla realizzazione di specifici progetti”.

Gli investimenti riguarderanno:

  1. Digitale: Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, sono questi gli obiettivi primari del nuovo Pnrr messo a punto dal governo e a cui saranno destinati complessivamente 45,9 miliardi. Si articola in tre componenti: “digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella PA” che potrà contare su 11,3 miliardi, “digitalizzazione, ricerca e sviluppo e innovazione del sistema produttivo” (in cui rientra Transizione 4.0), con una dotazione di circa 26,6 miliardi, e “turismo e cultura” con 8 miliardi. Questa voce è “significativamente rafforzata” rispetto alla dotazione precedente di circa 3 miliardi.
  2. Green: Scendono a 69 miliardi i fondi del Next Generation EU destinati alla rivoluzione verde e alla transizione ecologica. E’ quanto prevede la nuova versione del Pnrr, che ‘taglia’ di circa 5miliardi il precedente stanziamento di 74 miliardi di euro riservato alla missione green del Recovery plan. Quattro le componenti: “agricoltura sostenibile ed economia circolare” (5,5 miliardi), “energia rinnovabile, idrogeno e mobilità sostenibile” (18,2 miliardi), “efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” (30,7 miliardi) e “tutela del territorio e della risorsa idrica” (14,5 miliardi). Ponti, viadotti, porti e ferrovie
  3. Nuove opere: Nuovi progetti per la messa in sicurezza e il monitoraggio digitale di viadotti e ponti stradali nelle aree del territorio che presentano i maggiori problemi. Le risorse stanziate per questa voce, nell’ambito degli stanziamenti per le Infrastrutture, sono pari a 1,6 miliardi. Sul fronte ferroviario, invece, è previsto un “consistente intervento “sulla rete, pari a 26,7 miliardi, che è stato “ulteriormente potenziato nel Mezzogiorno grazie al supporto dei fondi Fsc”. Sul fronte dell’intermodalità, poi, è previsto un “cronoprogramma nazionale per gli investimenti per la logistica e la digitalizzazione dei porti, a partire da Genova e Trieste”, e per il rinnovo delle flotte portuali e dei mezzi di terra e la navigazione fluviale. La componente – si precisa – è stata “potenziata per finanziare investimenti nei porti del Sud, mentre sono stati eliminati gli incentivi al rinnovo delle flotte e del parco veicolare”.
  4. Turismo: sono più che raddoppiati i fondi destinati al turismo dal Recovery Plan. Nel documento viene indicato uno stanziamento totale per la componente Turismo e cultura di 8 miliardi, più del doppio rispetto ai 3,5 miliardi della bozza del piano del 30 dicembre. La componente Turismo e cultura viene “significativamente rafforzata”, si spiega nel documento. Gli 8 miliardi sono suddivisi in: 2,7 miliardi per grandi attrattori turistico-culturali; 3,4 miliardi per siti minori, aree rurali e periferie; 1,9 miliardi a Cultura 4.0 formazione e sviluppo servizi turistici e di imprese creative culturali. Per gli investimenti in infrastrutture e servizi turistici strategici, in particolare, si prevede la creazione di “un fondo di fondi, con un fondo operativo di 500 milioni”. Vengono poi aumentate le risorse destinate a progetti dei comuni, vengono stanziate “risorse aggiuntive per interventi sul patrimonio artistico-culturale di Roma in occasione del Giubileo” e viene inserito “un progetto Cultura 4.0 con l’obiettivo di promuovere l’integrazione tra scuola, università, impresa e luoghi della cultura”. Il disegno degli interventi, si precisa, “punterà a valorizzare in particolare la dimensione femminile, generazionale e territoriale del cluster, disegnando gli interventi in modo da destinare una quota significativa di risorse alle regioni del Mezzogiorno e agli ambiti di attività caratterizzati da un’incidenza relativamente elevata di professionalità femminile e giovanile”.
  5. Donne, giovani e Sud: sono le priorità trasversali contenute in tutti gli obiettivi del Piano Recovery al quale sta lavorando il governo e che saranno misurati negli impatti macroeconomici, occupazionali e di indicatori BES. “Tali priorità – è scritto – non sono affidate a singoli interventi circoscritti in specifiche componenti, ma perseguite in tutte le missioni del PNRR. Ogni missione, infatti, deve esplicitare le linee di riforma e di intervento mirate al perseguimento delle tre priorità trasversali, anche attraverso la definizione ex ante e la misurazione dei risultati attesi”.
  6. Sanità: con l’aumento dei fondi previsto nella nuova versione del Pnrr, alla sanità viene destinato poco meno del 9% del totale dei 222 miliardi del Next Generation EU. Alla prima componente della missione, “Assistenza di prossimità e telemedicina” sono riservati 7,5 miliardi del Recovery fund, a cui si aggiungono 400 milioni di ReactEu, con un incremento di quasi tre miliardi rispetto alla versione precedente del piano. L’obiettivo è potenziare e riorientare il SSN verso un modello incentrato sui territori e sulle reti di assistenza socio-sanitaria; a superare la frammentazione e il divario strutturale tra i diversi sistemi sanitari regionali garantendo omogeneità nell’erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza; a potenziare la prevenzione e l’assistenza territoriale, migliorando la capacità di integrare servizi ospedalieri, servizi sanitari locali e servizi sociali. Il governo vuole anche sviluppare un modello di sanità pubblica ecologica e un sistema di sorveglianza della sanità pubblica veterinaria e sicurezza degli alimenti, in grado di preservare la salute dei cittadini a partire dalla salute dell’ambiente mitigando l’impatto dei fattori inquinanti. La seconda componente, “Innovazione dell’assistenza sanitaria”, conta su uno stanziamento di 10,5 miliardi, a cui si aggiungono 1,3 miliardi di ReactEu. E’ finalizzata a promuovere la diffusione di strumenti e attività di telemedicina, a rafforzare i sistemi informativi sanitari e gli strumenti digitali a tutti i livelli del SSN, a partire dalla diffusione “ancora limitata e disomogenea” della cartella clinica elettronica. Rilevanti investimenti sono quindi destinati all’ammodernamento delle apparecchiature e a realizzare ospedali sicuri, tecnologici, digitali e sostenibili, anche al fine di diffondere strumenti e attività di telemedicina.
  7. Sud: La quota della parte investimenti per il Sud, trasversale a tutte le missioni e i progetti previsto dal Piano Recovery del governo italiano, ammonta al 50%. E’ questo – secondo quanto si apprende – il calcolo fatto dalle valutazioni congiunte del Ministero dell’Economia e del Ministero per il Sud e la coesione territoriale.
0 comment
FacebookTwitterLinkedinWhatsapp

Potrebbe interessarti

Lascia un commento