Home In evidenza Ultimatum di Renzi: “Il 7 ritiro le ministre Bellanova e Bonetti!”

Ultimatum di Renzi: “Il 7 ritiro le ministre Bellanova e Bonetti!”

by Romano Franco

Non è bastato l’appello del Capo dello Stato a far desistere Matteo Renzi. Il senatore e leader di Iv sta per dare inizio all’ultimo atto di un tira e molla molto pericoloso ai fini della tranquillità. Il 7 Gennaio, Matteo Renzi, ritira le sue ministre Teresa Bellanova (Agricoltura) e Elena Bonetti (Famiglia) dall’esecutivo di Conte. Minacciando di far aprire una crisi di governo in uno dei periodi più difficili della storia italiana.

La risposta di Conte, lanciata nella conferenza stampa di fine anno, è: “Se è crisi, vado in Parlamento!”. Sono ore di fuoco e la sfida tra ‘membri’ non cessa d’esistere, ognuno interessato a porre avanti i propri interessi con una Nazione in ginocchio, colpevole del solo reato di aver scelto una classe dirigente inadeguata che fa prevalere gli interessi personali infischiandosene apertamente del pubblico e della nostra Repubblica. ‘Un grande senso di responsabilità, non c’è che dire!’

I renziani, pronti ad uscire dalla maggioranza, non usano mezzi termini; e dal loro 3%, cercano di tirare il più forte possibile una corda colma solo di egoismi e risentimenti, pronta per essere rotta dall’inequivocabile narcisismo del premier Conte.

Nel discorso di fine anno, il Presidente della Repubblica ha spronato i partiti, primo tra tutti Italia Viva, a non “inseguire vantaggi di parte”. Ma a Renzi nulla importa e così risponde: “Se Conte vuole la conta, lo aspettiamo in Parlamento. Conte ha detto che verrà in Parlamento. A mio giudizio ha sbagliato a chiudere così la verifica di governo. Ma se ha scelto di andare a contarsi in Aula accettiamo la sfida. Peraltro lo ha fatto dal pulpito di una conferenza stampa mentre il Senato votava per la prima volta una legge di bilancio il 30 dicembre senza possibilità di cambiarla. Uno scandalo istituzionale. Peccato che Conte abbia preferito evitare l’Aula per inseguire l’ennesima diretta tv”.

Anche Maria Elena Boschi, in un’intervista a Repubblica, dice la sua: “Nel caso in cui ci saranno transfughi di Forza Italia che salveranno il governo nessuno di noi griderà allo scandalo, ma Iv continuerà il proprio lavoro dall’opposizione. Se il governo entra in crisi, Pd e 5Stelle sostengono che ci restano solo le urne. Il voto non è mai una minaccia”.

Una classe dirigente bravissima nel marketing che esprime i propri ideali tra arroganza e infantilismi. Nessun amor di patria, nessun amore nei confronti dei propri concittadini né per il territorio. Solo mero egoismo che, come dice il Capo dello Stato, serve ad inseguire vantaggi di parte. “Gran bel messaggio dalla nostra politica”.

La crisi di governo, ad oggi, poteva essere attuata per mille motivi, aprirla solo per avere più potere decisionale non è un opzione consentita ad un esponente politico di un partito destinato, sempre più, a scomparire. La cosa più terribile del virus, è l’incompetenza mostrataci dalla nostra classe dirigente che, giorno dopo giorno, mette in risalto la sua mancanza di soluzioni e invettive per uscire dalla crisi che si fa sempre più lunga, e ci condanna ad un futuro di incertezze.

 

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