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Premier Conte non si dimette e lascia in stand by

by Romano Franco

Dopo il voto di fiducia del Senato si è arrivati ad una impasse non indifferente con 156 voti a favore, 140 contrari e i 16 astenuti di Italia Viva. Si attende ora la decisione del premier che, con questi scarsi risultati, si sarebbe dovuto dimettere “a parole sue”, ma diciamolo, questi politici non brillano proprio per serietà e fermezza nelle decisioni, quindi si va a trattare.

L’obiettivo primario è rendere solida la maggioranza aumentando nei numeri così da ottenere una maggioranza assoluta. Siamo agli sgoccioli e si continua a perdere tempo, ogni secondo di indecisione e di incertezza è un macigno che fa perdere al nostro paese capitali e tempo.

“Priorità a piano vaccini, Recovery Plan e dl ristori”, così commenta su Twitter il premier. Oggi è previsto un vertice di maggioranza per fare il punto. E sempre oggi Conte potrebbe andare a fare una capatina al Colle. Lì il premier potrà comunicare la volontà di rafforzare la sua maggioranza. Avrà una manciata di giorni. Il tempo di superare il voto sullo scostamento e quello sul dl ristori, sul quale – al momento – il governo può contare anche su Iv e centrodestra.

Non mancano i commenti quasi euforici di Italia Viva: “Oggi dovevano asfaltarci, non hanno la maggioranza”. Dice Renzi nel salottino di ‘Porta a porta’, quasi compiaciuto, dopo il voto al Senato. “Noi siamo assolutamente disposti a discutere. Questo, un Governo di unità nazionale, un governo tecnico, un governo politico. Siamo pronti a discutere di tutto. Non stiamo dicendo no a niente, a parte un Governo sovranista con la destra”. E’ sempre pronto a tornare sui suoi passi e baldanzoso di aver portato quasi a termine il suo ricatto non riesce a nascondere la gioia di aver vinto.

Anche l’ex ministro Bellanova non manca a commentare: “La maggioranza dice che devi superare 161, per stare ai numeri”. “C’è una maggioranza che è assolutamente insufficiente e quei voti che sono stati presi di nascosto, su quale programma si basano? Per dignità e rispetto a questo Paese se uno non ha la maggioranza si deve dimettere”.

Ritornare da Renzi non si può e non si deve senza che faccia un mea culpa, ma, conoscendo il personaggio, si dubita fortemente questo scenario. Quindi, a mio parere, le strade da intraprendere possono essere due, trovare qualche Senatore dell’ultima ora pronto a cambiare bandiera, oppure governo tecnico. Con la strada delle elezioni ci sarebbe il problema della perdita o riduzione del Recovery Plan, rischio di contagi e mobilitazione di tante persone; stiamo ancora arginando il contagio delle regionali e attualmente, anche se sembra la soluzione più giusta, è ancora presto per poter realizzare questa opzione.

La crisi ideata da Renzi non può essere cancellata con una passata di spugna poiché ha creato un precedente storico gravissimo, come funziona? Quando ad un alleato non piace una determinata situazione può permettersi di fare questo e poi ritornare a trattare? Non è concepito in nessuno scenario normale e razionale ricattare l’intera maggioranza, mandando all’aria un governo, solo per essere accontentato. Renzi ha sfasciato il governo e, con eventuali elezioni, molto probabilmente avrà consegnato il paese nelle mani dei sovranisti. Conte, non si sforzi ad attaccare i cocci del suo esecutivo andato in frantumi, se non ci sono numeri si deve dimettere e al resto ci penserà Mattarella.

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