Home Arte & Cultura Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “Come muore un regime. Il fascismo verso il 25 luglio”

Pillole Domenicali, le ultime novità in libreria: “Come muore un regime. Il fascismo verso il 25 luglio”

by Freelance

Di Guglielmo Brighi

Uno degli aspetti più curiosi di questo ultimo saggio di Paolo Cacace pubblicato dalla Società editrice Il Mulino nel giugno 2021 è che tra le tante ipotesi di “fine politica” del Duce, se ne formò anche una sulla sua eliminazione fisica confidata da Vittorio Ambrosio, capo di stato maggiore generale durante il biennio ’43/’44 al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Generale Cerica.

Subito dopo l’udienza dal Re, il capo del fascismo doveva “sparire” come Giacomo Matteotti vent’anni prima. L’accostamento certamente aspro tra il martire socialista e un dittatore fa certamente a pugni con la storia.

Ma evidentemente Vittorio Emanuele III non ne vuole sapere se si oppone anche ad un secondo piano. E’ una delle tante e sorprendenti rivelazioni di questo avvincente libro. Un’altra esecuzione da compiersi questa volta addirittura a revolverate dentro Palazzo Venezia.

In caso di soppressione di Mussolini, da parte tedesca e degli ultimi irriducibili, l’erede della causa fascista sarebbe spettata a Roberto Farinacci, il ras di Cremona, già segretario del Partito Nazional Fascista dal ’25 al ’26, rappresentante dell’ala più intransigente del fascismo.

Si è favoleggiato su un disimpegno tedesco, forse disinformazione “voluta” sulla destituzione del dittatore italiano. Nonostante le rassicurazioni date al Fuhrer sui destini dell’amico italiano, è da ritenere, (almeno negli ultimi giorni dell’aprile del ’45) fondato la volontà di “scaricare” il più velocemente possibile l’ingombrante Mussolini.

Comunque resta un mistero la mancata “reazione” da parte dell’alleato germanico nella destituzione di Mussolini. Gli eventi di quei giorni fanno parte di una scacchiera con tante pedine: dalla massoneria (come sappiamo con Dino Grandi influenzerà molto l’esito del Gran Consiglio), al Comando Tedesco in Italia, a Casa Savoia, alla intelligence britannica ed americana, ai Comandi militari italiani, alla Chiesa.

E poi le prime manovre da parte dell’antifascismo militante. E poi il grande ruolo che ebbe l’ultima Regina d’Italia, Maria José nel tessere rapporti con esponenti addirittura comunisti, in disaccordo con il suocero sovrano.

Quando il Duce si presenta in udienza dal re, i giochi sono quasi tutti fatti. Ecco perchè, come riporta la quarta di copertina di questo saggio, Luigi Salvatorelli riconosce: “L’aspetto più impressionante del 25 luglio non è quello delle folle scese, è piuttosto quello dell’assenza di qualsiasi opposizione o almeno di rammarico, di perplessità, di sorpresa. Nessuno si meraviglia della sua liquidazione improvvisa: veramente un tale regime era maturo per la sua fine, anzi era già ‘passato’!”

Potrebbe interessarti

Lascia un commento