Home Attualità L’UE aspetta di vedere l’effetto delle sanzioni mentre “pianifica” il suo lento suicidio

L’UE aspetta di vedere l’effetto delle sanzioni mentre “pianifica” il suo lento suicidio

by Romano Franco

L’Unione europea è in attesa di vedere l’impatto di una serie di sanzioni sulla Russia prima di imporne ulteriori. La stangata sui mercati e i prezzi alle stelle delle materie prime ci inducono a pensare che la crisi pandemica è in realtà una bazzecola in confronto a ciò che sta per capitare.

Ma non contenti dell’inflazione indotta, le teste d’uovo di Bruxelles vogliono fare di più. Infatti, nelle ultime ore, l’Ue sta lavorando a ulteriori passi che potrebbero includere il targeting delle criptovalute, hanno affermato giovedì i funzionari.

Il presidente dell’esecutivo dell’UE ha affermato che il blocco prenderà ulteriori misure contro Mosca se la situazione sul terreno in Ucraina dovesse peggiorare ulteriormente dopo l’invasione russa del Paese la scorsa settimana.

“Il nostro obiettivo è ridurre la capacità del Cremlino di dichiarare guerra ai suoi vicini”, ha affermato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen dopo un incontro con il presidente rumeno Klaus Iohannis.

Il blocco di 27 membri ha approvato una serie di divieti finanziari, energetici, di esportazione e di viaggio dalla scorsa settimana.

Sanzioni che peseranno notevolmente sulla nostra economia già fragile e che faranno scoppiare migliaia, o forse milioni, di persone.

Le conseguenze di questo conflitto in Ucraina hanno incluso il congelamento delle attività della banca centrale russa, la chiusura dello spazio aereo dell’UE verso la Russia, la rimozione di un certo numero di banche russe dal sistema di pagamenti internazionali SWIFT e le sanzioni contro alcuni magnati russi.

Sanzioni che stimoleranno una risposta altrettanto forte e secca di Mosca, che fornisce al continente europeo gran parte delle materie prime.

“Abbiamo ancora molte idee su come portare avanti il ​​lavoro quando si tratta di sanzioni, che si tratti del commercio, dell’energia, delle esportazioni, delle … spedizioni”, si afferma dall’UE.

Il Blocco ha smesso di mettere il freno sulle importazioni di energia dalla Russia, che fornisce più di un terzo del gas in tutta Europa e più di un quarto delle sue importazioni di petrolio, ma l’Ue dice che è alla ricerca di forniture alternative in caso di ritorsioni russe e sta cercando di diversificare la sua energia. Atteggiamento che evidenzia un grave ritardo e una grande superficialità da parte dell’Unione europea.

Stimolare sanzioni con probabili ritorsioni della Russia, senza una scappatoia d’emergenza, presenta una venatura folle che potrebbe compromettere l’intera filiera produttiva europea che metterebbe in condizione di miseria l’intera produzione d’Europa, rischiando di compromettere e sconvolgere le vite di tante persone. Troppe per una semplice ritorsione contro Putin.

Ma non preoccupatevi signori perché von der Leyen ci dice che “dobbiamo diventare indipendenti dal gas, dal petrolio e dal carbone russo”, ovvietà che puzza di populismo come la cazzata del: “Andrà tutto bene”. C’è voluto davvero poco per passare di male in peggio.

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