Home In evidenza Christine Lagarde: “Ho fiducia in Draghi”. Oggi, l’Europarlamento vota il “Recovery”

Christine Lagarde: “Ho fiducia in Draghi”. Oggi, l’Europarlamento vota il “Recovery”

by Romano Franco

La presidente della Bce, Christine Lagarde, difronte all’Europarlamento non manca a rinnovare il suo forte sostegno a Mario Draghi: “Ho fiducia in Draghi” ha detto.

Durante il Meeting di Rimini, Mario Draghi, parlò di “debito buono” e di “debito cattivo, criticando la politica dei sussidi. Così, ieri a Bruxelles, la presidente della Bce dice che gli interventi vanno distribuiti, non in forma equa e neanche in base al bisogno, ma, sugli interventi più utili per la crescita.

E del suo predecessore dice: “L’Italia e l’Europa sono fortunate che Mario Draghi abbia accettato la sfida di aiutare a mettere fine alla crisi economica e sociale dell’Italia, in un momento in cui è il Paese dell’Eurozona colpito più duramente dalla pandemia”.

Draghi secondo la Lagarde “ha tutte le qualità che ci vogliono: ha la competenza, il coraggio e l’umiltà necessarie” per “far ripartire l’economia italiana con l’aiuto dell’Europa”.

“Il 2021 sarà un anno di ripresa per la zona euro. Per questa ragione l’Europa non deve terminare troppo presto i sostegni monetari e di bilancio anti-crisi. Con la persistenza del virus la ripresa si è rallentata, ma non è deragliata. I cittadini stanno ovviamente aspettandola con impazienza”.

Gli indicatori lasciano immaginare che la svolta arriverà in estate e porterà l’Unione verso un futuro più verde e digitale. “Non dobbiamo ripetere gli errori del passato, togliendo in una sola volta gli stimoli”, ma attuare una riduzione flessibile.

“Una sola cosa non si può fare e cioè la cancellazione del debito da parte della Bce “è inconcepibile” e sarebbe una “violazione del trattato europeo che vieta strettamente il finanziamento monetario degli Stati”.

E’ questa la risposta data al gruppo di economisti capeggiato da Thomas Picketty che invece chiedevano di tirare un bel tratto di penna sui titoli di Stato che in questi anni Francoforte ha acquistato per sostenere l’economia europea.

“Il divieto di monetizzare il debito costituisce uno dei pilastri fondamentali dell’Euro. Se l’energia profusa per chiedere un’annullamento fosse dedicata a un dibattito sul suo utilizzo” su quali settori investire e come incide sulla spesa pubblica “sarebbe molto più utile”, ha aggiunto.

“Come ho sottolineato più volte in questo Parlamento – ha proseguito Lagarde -, resta fondamentale che la politica monetaria e fiscale continuino a lavorare di pari passo. La politica fiscale resta cruciale per sostenere la ripresa nell’area dell’euro e affrontare l’impatto della pandemia. Può convogliare il sostegno economico dove è più necessario. Proteggendo i lavoratori e le famiglie e fornendo un’ancora di salvezza alle imprese vitali che sono state duramente colpite dalla pandemia, il sostegno fiscale è particolarmente potente nell’incrementare la domanda aggregata”.

“Dobbiamo restare vigili: sebbene il sostegno fiscale sia fondamentale in questa fase, dovrebbe essere mirato e concentrato sulle misure più favorevoli alla crescita economica. In questo contesto, l’innovativo pacchetto Next Generation Eu dovrebbe essere attuato in modo tale che l’Ue e tutti i suoi Stati membri escano da questa crisi con strutture economiche più solide e un alto grado di coesione”.

“Come Bce – sottolinea la presidente – continueremo a combattere il cambiamento climatico in linea con il nostro mandato. Non possiamo ignorare il cambiamento climatico solo perché non siamo al posto di guida”. Bisogna “perseguire politiche finalizzate alla decarbonizzazione ha implicazioni e conseguenze macroeconomiche e finanziarie per il nostro obiettivo primario di stabilità dei prezzi e per le nostre altre aree di intervento”.

All’Europarlamento, oggi, ci sarà il voto sul Recovery Fund. E la Lega, che si ritrova ad affrontare una complessa inversione di rotta, dovrà spiegare con palese difficoltà al proprio elettorato questo cambio di ideale improvviso.

Ma Salvini la svolta così: “Un conto era il silenzio del precedente governo, che non ha coinvolto nessuno nella stesura del Recovery, altro sarebbe un piano di investimenti, crescita e sviluppo condiviso col Paese, che permetta di superare le politiche di tagli e austerità che tanti danni hanno provocato”, è il ragionamento del partito di Salvini.

E’ facile, invece, la presa di posizione di Giorgia Meloni e della sua Fratelli d’Italia che, per paura di prendere una decisione, continuerà ad astenersi.

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