Home Attualità Sciopero contro la manovra: La “triarchia” dei sindacati si spacca

Sciopero contro la manovra: La “triarchia” dei sindacati si spacca

by Redazione

E’ sciopero! La manovra tanto esaltata dal governo Meloni ha stimolato manifestazioni ad oltranza in diverse città d’Italia. La lista delle richieste di Cgil e Uil per cambiare la riforma è lunga.

Le richieste chiedono una revisione di alcune misure tipo: la decontribuzione al 5% per i salari fino a 35.000 euro, una riforma fiscale progressiva (quindi niente flat tax), tassazione degli extraprofitti per un contributo straordinario di solidarietà, rivalutazione delle pensioni, risorse per l’istruzione e la sanità, cancellazione della legge Fornero, con l’uscita flessibile dal lavoro a partire dai 62 anni con 41 anni di contributi.

Anche i pensionati della Cgil si fanno sentire: “Non possiamo essere usati come un bancomat attraverso il taglio della rivalutazione, che toglie 3,7 miliardi di euro in un anno, per finanziare il lavoro autonomo e per favorire gli evasori”.

Grande assente della protesta è la Cisl che, assumendo sempre di più l’imprinting istituzionale, si appiattisce alla manovra.

“Siamo impegnati per correggere e migliorare le cose che non vanno”, ha detto il segretario Sbarra, che ha parlato di “luci ed ombre”.

La Cisl non aderisce alla protesta e certifica la spaccatura tra i sindacati: “Lo sciopero è sbagliato”, ha detto il segretario generale Luigi Sbarra: “Sulla manovra non si può dire, se non in malafede, che non c’è nulla di positivo. E quando si agita troppo lo sciopero – attacca – lo si trasforma in un rito che non produce risultati, ma scarica il peso sulle spalle dei lavoratori, e trasferisce il conflitto nelle aziende”.

Di parere diverso invece è il pensiero del leader della Cgil, Maurizio Landini: ” Dopo lo sciopero con il Governo Draghi “sono avvenute due cose: c’è stata la tassazione degli extraprofitti e si avviò una riduzione del cuneo contributivo. Quindi furono primi risultati parziali”. Ora, aggiunge, “c’è una nuova legge finanziaria che in realtà va da un’altra parte”.

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