Home In evidenza La destra candida un ex pusher alla guida della regione Lazio. Niente incursioni al citofono per Salvini

La destra candida un ex pusher alla guida della regione Lazio. Niente incursioni al citofono per Salvini

by Redazione

Non vi è nessun attacco ostile nei confronti di una riabilitazione ben riuscita, almeno così ci si augura, ma per i moralisti alla Matteo Salvini ci sono storie che gli si possono ritorcere contro.

La battaglia della destra alla droga si è conclusa con la candidatura dell’ex presidente della Croce Rossa, Francesco Rocca, candidato dalle destre alla presidenza della Regione Lazio, che ha alle spalle niente proprio di meno che: una condanna per spaccio di droga.

Salvini, che un tempo si improvvisava paladino dei puri, si era distinto in passato per aver citofonato nelle case di extracomunitari per dare la caccia ad eventuali spacciatori.

Ma oggi Salvini si dice contento e convinto di aver candidato tra le sue fila un ex spacciatore.

Le contraddizioni di Salvini sono ben note e le sue battaglie contro la droga sono state smentite dai fatti. Infatti, proprio mentre il Carroccio si divertiva a citofonare a casa di eventuali spacciatori, nello stesso periodo uscivano foto di Matteo Salvini che lo ritraevano a fianco di Luca Lucci, condannato per spaccio e violenze.

La battaglia di Salvini contro i gay e la droga subisce un altro duro colpo dopo lo scandalo Morisi, beccato in flagrante a fare i Bunga Bunga a base di Cocaina e rumeni.

Ma proprio nel momento in cui il popolo italiano è in procinto di dimenticare le contraddizioni e scandali che hanno coinvolto il “povero” Salvini, ecco che la destra unita candida un ex pusher.

Infatti, prima di diventare il presidente della Croce Rossa Italiana Rocca, all’età di 19 anni, venne pescato dai militari che indagavano su un giro di spaccio a Casal Palocco, nella zona litorale romana. Rocca era un ragazzo che per diversi motivi si era ritrovato a condurre quella vita. Un ragazzo magari senza possibilità o sbocchi che si è ritrovato coinvolto in una brutta vicenda.

Ma per la destra, da sempre intransigente sulla droga, Rocca rappresenterebbe una forte contraddizione soprattutto per il fatto che da giovane, il candidato del centrodestra, venne colto con le mani nel sacco insieme ad un gruppo di nigeriani che smerciavano eroina.

Uomini di colore con buste di eroina in mano. Una parodia se dovessimo prendere la retorica moralista della destra.

Da quel processo è emerso infatti che proprio per conto degli spacciatori nigeriani Rocca avrebbe “più volte consegnato” a un ventitreenne romano eroina per un totale di circa “140 grammi”. “Un’ottima scelta. Mettiamo il Lazio in ottime mani”, ha dichiarato Matteo Salvini a proposito della candidatura di Rocca per le elezioni regionali nel Lazio.

Insomma dopo il ritorno sul Pos a causa dei diktat dell’Europa, che mettono in risalto come la pacchia non sia assolutamente finita per l’Ue ma che sia solo agli inizi visto che oggi la Meloni viene trattata per quello che ha rappresentato negli anni, le contraddizioni di questa destra becera sono sotto gli occhi di tutti e il caso Rocca, che per molti di noi rappresenta solo una persona riabilitata a pieno dal sistema, è l’ennesima antinomia di questa destra clientelare che si improvvisa misera e meschina solo quando a farne le spese sono i suoi nemici.

 

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