Home Approfondimenti Operazioni “mare pulito” nella costa ionica etnea. Intervista al Tenente Francesca Natale

Operazioni “mare pulito” nella costa ionica etnea. Intervista al Tenente Francesca Natale

by Rosario Sorace

Il bisogno urgente e impellente di avere un mare pulito è legato innanzitutto alla necessità di garantire la salute dei bagnanti e di conseguenza la presenza turistica oltre che la naturale difesa dell’ecosistema.

Per anni i bagnanti hanno visto e continuano a vedere a pochi metri dal bagnasciuga della spiaggia di Mascali (Catania) i liquami fognari.

Ancora oggi si postano foto nei social network per testimoniare lo stato di inquinamento del mare.

Dopo anni di inerzia e assenza di iniziative delle istituzioni locali la Guardia costiera di Riposto ha assunto una forte iniziativa per combattere e fronteggiare l’inquinamento marino e, così, in sinergia con il Comune di Mascali e l’Asp, ha effettuato un’attività di controllo metodico dei grandi agglomerati abitativi e turistici della costa ionico etnea relativi alla spiaggia di Fondachello.

Sono iniziate delle verifiche con minuziosi controlli per seguire il percorso dei reflui con i coloranti e per consentire di capire se le acque venissero depurate o finissero nel mare inquinandolo.

Le scoperte sono stati davvero allarmanti nelle decine di case e complessi edilizi controllati. Risultano inattivi depuratori, mal funzionanti e, adesso, si è definitivamente preso atto che tali inefficienze provenivano da alcuni plessi di edilizia residenziale, che sono stati edificati oltre trent’anni fa con circa 200 mini appartamenti.

E’ stata disposta un’ordinanza sindacale che pone un divieto di abitazione per tutte le unità immobiliari nonché il divieto di utilizzo degli scarichi.

Quindi è stato altresì scoperto che gli alloggi vacanza scaricano i propri reflui in canali che si collegano alla raccolta delle acque meteoriche e confluiscono poi nei canaloni che sfociano sostanzialmente a mare.

L’attività d’investigazione è solo agli inizi e continuerà a lungo per tutte le abitazioni. Tale indagine per il “mare pulito” è la prima in assoluto di questo tipo che si è svolta nelle coste dell’area ionico etnea.

Nel frattempo si è appreso che il Comune Calatabiano, limitrofo all’area in oggetto, secondo la Procura avrebbe “sversato”, deliberatamente e per anni, i reflui non adeguatamente depurati derivanti dagli impianti di depurazione del Comune di Calatabiano, tra l’altro privi di autorizzazione, cagionando la compromissione microbiologica e l’inquinamento delle acque del fiume Alcantara e del torrente Minissale”.

Oggi risultano indagate dodici persone, a vario titolo, per inquinamento ambientale, smaltimento illecito di rifiuti, getto pericoloso di cose, danneggiamento aggravato di cosa pubblica, falso ideologico commesso da persone esercenti un servizio di pubblica necessità, omissione d’atti d’ufficio e depistaggio.

I provvedimenti giudiziari sono stati notificati proprio dalla Guardia costiera di Riposto e di Catania all’ex sindaco di Calatabiano, a dipendenti del Comune, sia a livello dirigenziale che esecutivo, e a consulenti tecnici di parte e legali rappresentanti delle Società che, nel corso degli anni, erano incaricati di gestire gli impianti di depurazione a servizio dell’Ente locale.

E naturalmente tale indagini partono dalle numerose denunce tese alla salvaguardia del delicato ecosistema del fiume Alcantara le cui acque sfociano direttamente in mare.

Le accuse della Procura sono gravi poiché sarebbe emerso che “i pubblici ufficiali comunali, incaricati del servizio, omettevano di adottare tutte le azioni necessarie atte a garantire l’effettivo funzionamento degli impianti, pur consci che, in tale maniera, venivano immessi nel fiume Alcantara – e, quindi, nelle acque del mare destinate alla pubblica balneazione – reflui che contenevano parametri di batteri fecali altissimi, ben oltre i limiti previsti per legge, provocando un serio rischio per la salute pubblica e l’ambiente” e non solo, la procura ha messo in rilevo che è “particolarmente significativo” anche il presunto “tentativo di alcuni indagati di ostacolare e sviare l’indagine mediante espedienti e reiterate manomissioni ai due depuratori, alle condotte fognarie e all’impianto idrico comunale, al fine di alterare gli esiti degli accertamenti in corso”.

Abbiamo voluto sentire su questi temi complessi e di grande rilevanza il Comandante della Guardia Costiera di Riposto (Ct) Tenente di Vascello Francesca Natale, 35 anni, una delle protagoniste principali delle azioni repressive e preventive poste in essere, che si è formata professionalmente a Taranto e a La Spezia, dove ha maturato la sua conoscenza sulle tecniche più moderne per garantire la tutela ambientale e la difesa del mare.

In questi giorni il Tenente Natale si congeda dopo due anni di intensa attività la sede di Riposto per andare a Roma, mentre l’ha sostituita in questo incarico il Tenente Diletta Volpe.

Tenente Francesca Natale

Sin dall’inizio della sua nomina ha manifestato la disponibilità a perseguire con energia e a proseguire con determinazione l’opera dei predecessori. Tuttavia sembra che lei abbia innestato una marcia in più nell’affrontare le problematiche e le gravi criticità del territorio e della nostra costa. Da cosa le deriva questa consapevolezza e maggiore sensibilità?

Credo di aver colto quello che il territorio e la Comunità chiedevano in questo momento storico. Negli ultimi anni c’è stato un fiorire della coscienza collettiva, nel prendere atto che c’è la necessità di cambiare le cose. Sono orgogliosa di dire che sento fiorire una “coscienza ambientale” che guida il cambiamento, a cui il Corpo delle Capitanerie di Porto- Guardia Costiera lavora da anni.

I controlli effettuati nei complessi edilizi dimostrano la situazione preoccupante dopo decenni di omissioni e indifferenze. Quando si spera di completare tale azione di controllo e monitoraggio?

E’ un’attività che richiederà tempo e meticolosità nei controlli affinché gli stessi possano effettivamente portare dei benefici e risolvere definitivamente la problematica.

L’inquinamento del mare in pochissime e rare, macroscopiche, occasioni dipende da un solo unico fattore. Nella maggior parte dei casi dipende da tante fonti, piccoli/medi singoli “contributi”, come le famose gocce che alla fine riempiono il vaso e lo fanno tracollare.

Il nostro mare è saturo ed è per questo che per avere un’azione risolutiva vanno intercettate tutte le fonti e le immissioni illecite e fermate, solo così il nostro mare può tornare ad essere quello che meritiamo di avere.

Il nostro territorio è fantastico ,una plaga stupenda con il colpo d’occhio tra vulcano e costa. Purtroppo le operazioni di questi mesi dimostrano un livello di degrado inammissibile che mette a repentaglio l’ecosistema. In che modo devono operare concretamente le istituzioni responsabili in futuro per evitare il degrado ambientale?

Bisognerebbe a mio avviso fare un “must” delle attività effettivamente ecosostenibili. Lo sviluppo del territorio in termini di turismo, abitabilità e quant’altro, non sono in contrasto con la tutela dell’ambiente, anzi, si alimentano a vicenda.

Tutelare l’ambiente significa anche consentire al territorio di crescere in termini economici. Bisogna sempre stare attenti a questa priorità, la tutela delle nostre risorse, perché chi ama il mare lo rispetta e dobbiamo noi, Istituzioni e cittadini, avere il coraggio di portarlo avanti sempre.

In che modo si deve e si può valorizzare il mare e difendere la costa anche in presenza di questo importante porto turistico di Riposto?

Il porto di Riposto, a mio avviso, ha un potenziale infinito, sia per la sua ubicazione sia per come è stato strutturato. Infatti è uno dei pochissimi porti della Sicilia che vanta una banchina di una lunghezza tale da consentire l’ormeggio di yacht di lusso di grandi dimensioni, nonché il cosiddetto “Primo bacino” da cui si vanta un panorama eccezionale.

Altro punto a favore è che lo stesso è integrato all’interno dell’abitato cittadino ed indissolubilmente legato alla sua tradizione marinara.

Queste caratteristiche lo rendono unico al mondo. A mio avviso ottimizzando questa “predisposizione naturale” del Porto di Riposto ad essere la “perla” della Sicilia Orientale può portare, se opportunamente valorizzato, a grandi benefici per la collettività nell’aumento in generale dei servizi da offrire sulla nostra costa.

Che ricordi lascia dopo due anni?

Lascio ricordi di grandi emozioni, tanto impegno e tante soddisfazioni. Lascio ricordi di un territorio che è diventato la mia casa e la mia famiglia per il cui riscatto ho avuto l’onore di lottare.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento