Home Attualità Da Rosa Parks a Soumahoro: L’involuzione degli eroi dei diritti civili

Da Rosa Parks a Soumahoro: L’involuzione degli eroi dei diritti civili

by Romano Franco

La vicenda grottesca di Aboubakar Soumahoro ha mandato in malora anni e anni di battaglie giuste a favore dei diritti civili.

Non è la prima volta che il politically correct mette in ridicolo una giusta causa che, con il finto perbenismo, cade nel ridicolo e nella contraddizione.

Dal caso O.J.Simpson in poi ottenere una giustizia giusta è sempre più difficile quando si tratta di uomini di colore poiché, sia da una parte che dall’altra, ci sono forti pregiudizi o attenuanti.

Il problema è legato per lo più all’opinione pubblica e ai media poiché ogni qual volta vi è un presunto reato che coinvolge una persona di colore gli ultras del politicamente corretto, senza sapere nulla dell’inchiesta o delle accuse, insorgono sempre in difesa del “povero” uomo di colore finito sotto processo.

Come se il colore della pelle servisse a giudicare una persona colpevole o innocente.

E’ vero, dopo anni di persecuzione ingiusta diventa automatico dubitare delle accuse e dei verdetti della magistratura, ma per arrivare ad una vera e propria società civile che non faccia discriminazione e distinzione un reato rimane sempre un reato, senza tener conto del colore della pelle.

Il vero razzismo in questo caso è proprio fare una distinzione tra le varie etnie. Non vi è giustizia giusta se si interviene sempre in difesa di tutti coloro che vengono indagati e accusati giustamente.

Nel passato ci sono stati diversi casi di razzismo, soprattutto negli States, dove la gente di colore portava con se il “crimine” di essere stato schiavo e soppresso da quella terra che oggi viene definita dei liberi.

Ma da Rosa Parkes a Soumahoro di passi ne sono stati fatti fin troppi, alcuni discutibili.

A livello internazionale sono state tante le cariche di rilievo affidate a persone di colore, da Barack Obama a Coffee Annan, fino al grande precursore Nelson Mandela.

Alcuni meritevoli e altri no.

Ma ciò che è evidente è che il limite di bigottismo è stato superato grosso modo nel tempo, tanto da costringere la sinistra più ignorante e becera a dover mettere per forza personaggi di diverse etnie nella propria dirigenza, anche andando contro la meritocrazia, solo per mandare un messaggio ipocrita al loro elettorato.

E qui veniamo al caso di Aboubakar Souhumaoro. Le battaglie del deputato, neo eletto con Sinistra italiana e Verdi, erano a favore dei diritti dei dimenticati, di coloro che cercavano un po’ di pace e armonia dopo il viaggio della morte che non tutti sono riusciti a compiere.

Nessuno sapeva fino all’inchiesta che il deputato avesse legami famigliari con dirigenti di Coop che prendevano soldi per la gestione dei migranti.

E già questo rappresenterebbe di per sé una presa in giro per il conflitto d’interesse, ma sentire adesso che gli extracomunitari non venivano curati o accuditi e che venivano addirittura sfruttati e non pagati per il loro lavoro, proprio mentre la moglie del deputato viveva nel lusso più sfrenato, non solo è uno schifo ma rappresenta anche un grande schiaffo in faccia nei confronti di tutti coloro che si sono battuti e che hanno perso la vita per i diritti di cui il deputato si è fregiato.

La cosa che ha fatto più rabbia della vicenda è proprio quell’utilizzo ipocrita della sua storia e della sua carnagione che per molti rappresentava un barlume di speranza che, insieme a qualche effetto speciale come l’ingresso con gli stivali sporchi di fango in Parlamento, hanno fatto sì che Soumahoro venisse raffigurato come il paladino dei diritti e di quelle anime dimenticate.

Ci voleva coraggio all’epoca di Rosa Parks per ribellarsi all’autorità, ecco perché la povera Rosa, oggi, si vergognerebbe di alcuni figuri che stanno portando avanti le sue battaglie poiché mandando in fumo tutti gli sforzi e i sacrifici fatti dai suoi predecessori.

La vicenda Soumahoro ha sminuito in maniera imperdonabile le campagne fatte in prima persona proprio dall’onorevole.

Ma la storia è un ottimo insegnante che non ha allievi, e la sinistra pseudo perbenista ha appreso poco o niente dalle persecuzioni che ci sono state negli anni.

Infatti continuando a fare distinzione tra bianchi e neri, favorendo solo questi ultimi, oltre ad aumentare l’astio tra le due etnie, che appartengono alla stessa razza e ad ogni modo non si dovrebbero neanche distinguere, si crea anche un precedente pericoloso che potrebbe continuare a ridicolizzare le battaglie a favore dei diritti delle persone di colore, come il caso Soumahoro, tanto da scatenare movimenti omofobi, razzisti e radicali che finiscono al potere e che cancellano nel tempo tutto quello che c’è stato di buono in questi ultimi anni.

Se Soumahoro tenesse realmente alle battaglie portate avanti, sino ad ora, dovrebbe chiedere scusa pubblicamente a tutti coloro che sono stati presi in giro dal suo personaggio fake smettendo immediatamente di fare la vittima e cercando di uscire di scena in maniera decorosa rinunciando alla poltrona che si è guadagnato con le menzogne.

Questo lo deve soprattutto alle migliaia di persone che sono partite dalla sua stessa condizione e che, a differenza sua, non sono riuscite ad avere così tanta fortuna nella vita.

In caso contrario, un bel ritorno nei campi potrebbe ricordare al ridicolissimo Soumahoro come si vive in quelle condizioni e i torti subiti da tutte quelle povere anime che hanno soggiornato, in condizioni indecenti, nelle Coop della suocera.

Un ritorno alla vita bucolica può fare miracoli per riacquisire un po’ di umiltà. Che poi insieme a Soumahoro debbano andare anche tanti altri onorevoli, questa è tutta un’altra faccenda.

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