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Pos: Meloni bocciata dall’Europa per aver alzato la soglia

by Redazione

E’ l’ennesimo pasticcio targato Giorgia Meloni. Dopo la tempesta perfetta sull’abusivismo edilizio di Ischia, che ha riguardato anche l’attuale governo in carica quando Meloni e Fratelli d’Italia votarono a favore del condono nel governo Conte 1 insieme a Salvini e Berlusconi; dopo la terribile gestione dei migranti, con conseguente schiaffo dei francesi che hanno minacciato di chiudere il confine; adesso il governo riceve un’altra bocciatura proprio dall’Europa.

Questa volta al centro del dibattito è finita la questione sull’obbligo di utilizzo del Pos per i commercianti oltre una certa soglia.

Nella prima bozza, inerente alla Manovra del 2023, il governo aveva lasciato l’obbligo per i commercianti di accettare il Pos per i pagamenti superiori a 30 euro, qualora il cliente lo richiedesse.

Ma nella seconda parte, modificata in extremis dal governo, questa soglia è stata raddoppiata da 30 a 60 euro.

La modifica è stata criticata da molti che, oltre a proiettarci nella preistoria, agevola la piccola evasione e mette in difficoltà i turisti stranieri costretti a cambiare per forza il loro denaro.

“Sono in corso interlocuzioni con la Commissione europea, dei cui esiti si terrà conto nel prosieguo dell’iter della legge di bilancio”, dice Meloni.

Ma dopo la critica dell’Unione europea, il governo ora è pronto a fare un passo indietro annunciando la cancellazione del provvedimento che elimina le multe per chi non accetta pagamenti con il POS sotto la soglia dei 60 euro.

Alcuni provvedimenti inseriti nella Legge di bilancio sono in contrasto con gli impegni presi dall’Italia nell’ambito dell’accordo sul Pnrr. Quindi, se il governo Meloni è intenzionato a mettere le mani sui finanziamenti europei ci sono alcune modifiche nella manovra che devono essere effettuate immediatamente, dice Bruxelles.

Per Meloni è finita la pacchia e per i negozianti e gli esercenti, ad ogni modo, è diventato comunque obbligatorio il POS.

Per questo motivo, tutti coloro che hanno un’attività di vendita di beni o servizi – anche i liberi professionisti, come gli psicologi ad esempio – sono tenuti obbligatoriamente a dotarsi di un lettore di carte di credito e bancomat che consenta i pagamenti elettronici superiori ai 30 euro.

A questo si aggiunge però un problema reale: in Italia le commissioni delle banche per i pagamenti digitali sono altissime ma questa è tutta un’altra faccenda e nonostante ciò a tutto vi è rimedio. Provaci ancora Giorgia.

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