Home Attualità Il Covid non guarda in faccia a nessuno

Il Covid non guarda in faccia a nessuno

by Nicola Comparato

“Mi chiamo Gennaro, ho 28 anni, non fumo, non bevo e non ho mai fatto uso di droga, mi alleno spesso, un passato da atleta e faccio una vita sana, pensavo di avere delle difese immunitarie a prova di bomba atomica, ma non è così.
Sono stato male, al covid non interessa chi sei o cosa hai fatto nella vita, non riuscivo a parlare e avevo i polmoni in fiamme, la febbre alta… ho avuto paura!

Tutta la mia famiglia positiva, 24 giorni; in 24 giorni ho visto mio nonno andarsene fra le mie braccia in una notte fredda, fra urla e lacrime, mio padre portato in ospedale in ambulanza, vedevo la mia famiglia frantumarsi senza poter far nulla.
Decine di ambulanze in notti insonni, tanti angeli con mascherina, guanti e camice bianco hanno vegliato su di noi, chiusi in una prigione che sa di casa, nel freddo di un inverno che ti gela le ossa 24 giorni che ti cambiano la vita, per colpa di chi?

Per colpa di cosa? Domande senza risposta, domande che non contano più niente in un periodo così. 24 giorni fa ero negativo al primo tampone, tutta la mia famiglia positiva, ho scelto di rimanere a casa, ero convinto, con loro, proprio perché li ho imparato che la famiglia affronta i problemi insieme, rimane unita, famiglia vuole dire tutto.

Non posso piangere i miei cari, non posso dare un ultimo saluto a quella persona così essenziale per me, che mi ha insegnato cosa volesse dire quella parola…FAMIGLIA. Silenzio! Si sente solo silenzio.

Chiamate a cui non ho avuto la forza di rispondere, messaggi mai letti in un onda di amore che da ogni dove ci ha investiti, nel pieno del dolore un’immensa onda d’amore ci ha fatto vedere quel bagliore oltre il tunnel…

Ora il ciclone è passato e cosa rimane, lacrime, pensieri, postumi… parole che lasciano il posto al silenzio, quel silenzio che purtroppo vuole dire tutto. E quella voce nella testa, sempre più forte che dice:
“Non abbassare la guardia, non è finita…”

È con queste parole pubblicate dal musicista abruzzese Gennaro Spinelli sulla sua pagina Facebook, giovane rom italiano, figlio del famosissimo Santino Spinelli, anch’egli musicista, ma anche Commendatore della Repubblica e docente universitario, che desidero cominciare questo articolo.

Il Covid è dietro l’angolo, e anche se molti tendono ancora a sottovalutare il problema, il virus continua ancora a mietere vittime oltre a creare problemi economici e sanitari. Sono molti, troppi i decessi avvenuti in un anno, e tra i tanti, la famiglia Spinelli è senz’altro una di quelle che meglio può testimoniare la gravità di questa situazione. Dopo una settimana passata nell’ospedale di Vasto, in provincia di Chieti, ricoverato a causa del Covid e giunto in ospedale in gravi condizioni cliniche, il noto musicista e scrittore Santino Spinelli, detto Alexian, finalmente può ricominciare a vivere. Per così dire.

Di certo il Covid lo ha segnato profondamente, ma Santino, che tra l’altro svolge anche l’importante incarico di ambasciatore del popolo Rom, in questa brutta esperienza è riuscito a trovare un lato positivo, ovvero il poter dare consigli agli altri, infondere coraggio e aiutare le migliaia di persone preoccupate, ma anche i tantissimi scettici e complottisti, o chi semplicemente prende troppo alla leggera questo problema per motivi che paragonati alla vita umana sono da considerare assolutamente banali.

Santino Spinelli ha guardato la morte negli occhi. Si è visto portare via dal Covid suo padre Gennaro di 84 anni, e ne lui, ne gli altri membri della famiglia Spinelli hanno potuto partecipare al funerale perché positivi e in quarantena. Tante le dichiarazioni del musicista uscite sui maggiori quotidiani negli ultimi giorni, e ogni frase, ogni commento, ha il medesimo messaggio rivolto a tutte le persone: “Il Covid non guarda in faccia a nessuno”. Cerchiamo di fare tesoro delle parole di Santino Spinelli. La vita umana non ha prezzo. Dipende tutto da noi.

Potrebbe interessarti

Lascia un commento