Home In evidenza E’ morto Giscard D’Estaing ,il presidente “aristocratico” che credeva nell’europeismo

E’ morto Giscard D’Estaing ,il presidente “aristocratico” che credeva nell’europeismo

by Rosario Sorace

Valery Giscard d’Estaing è morto all’età di 94 anni. E’ stato definito in Francia un presidente “modernista” che ha approvato riforme sociali, però la sua fama è stata quella di essere un grande fautore dell’Europa unita. Il decesso è avvenuto “per Covid” dopo alcuni giorni di ricovero e la famiglia ha annunciato che i funerali si svolgeranno “in forma strettamente riservata”.

Giscard puntava da sempre per sua ammissione ad una “società liberale avanzata” e il suo grande merito certamente fu quello di avere preparato il progetto di Costituzione europea di cui era stato uno degli autori e questo fu idea che fallì con il referendum del 2005.

Insieme al cancelliere tedesco Helmut Schmidt fece di tutto per superare l’antica ostilità e diffidenza tra tedeschi e francesi e i due statisti fecero grandi passi avanti nella costruzione europea. “Ci sentivamo ogni settimana, tra noi non c’è mai stato un diverbio, o comunque abbiamo sempre fatto attenzione a esibire eventuali disaccordi perché sapevamo quanto fosse importante l’amicizia franco-tedesca”.

Giscard ricordava spesso quei tempi d’oro nelle relazioni europee. “La prima volta che ho visto un tedesco – diceva con orgoglio – era attraverso il visore di un carrarmato pronto a sparare. Qualche anno dopo con Schmidt costruivamo insieme l’Europa unita. Probabilmente non l’avremmo fatto allo stesso modo senza la consapevolezza di quel passato”.

Nel 1974 venne eletto presidente a 48 anni dopo la morte di Georges Pompidou e fu il più giovane presidente della Repubblica francese. Fece importanti mutamenti e durante i suoi anni passò la depenalizzazione dell’aborto, per merito anche della sua ministra alla salute Simone Veil, che fu in prima linea in questa battaglia.

Poi ci fu la riforma della maggiore età a 18 anni e il divorzio consensuale e non solo per “colpa”. Gli anni in cui governò furono anni assai difficili di declino e decadenza in tutta Europa e anche in Francia e Giscard si mosse con abilità e precarietà in un economia che si muoveva tra recessione e disoccupazione.

Una macchia ineliminabile fu la vicenda dei diamanti che gli furono donati dal dittatore imperatore della Repubblica Centroafricana Bokassa, rivelata dal giornale Canard Enchainé. Nel 1981 il socialista François Mitterrand riuscì a sconfiggerlo e per la Francia fu un fatto storico della svolta a sinistra nella Quinta Repubblica.

Da qual momento si defilò dalla politica nazionale e si dedicò a ritagliarsi un ruolo europeo. Così divenne presidente della Convenzione sul futuro dell’Europa, che venne incaricata di redigere un progetto di Costituzione europea. Un progetto in cui ha creduto fermamente e sicuramente lungimirante per costruire un’Europa politica che ancora oggi non esiste.

Tuttavia nel 2005 il testo venne respinto proprio dai francesi al referendum. Il taglio umano fu quello di un aristocratico, assai colto e brillante, e oggi si dice che Emmanuel Macron può essere forse il suo vero erede politico. In realtà c’è tanta somiglianza poiché anche Macron è un presidente giovane, un liberale e riformista, senza avere un grande partito alle spalle.

L’attuale presidente è un leader proveniente che si presentava come una novità pur provenendo da élite alto borghesi. Vge, come lo chiamavano in Francia, non si riconosceva come padre politico anche se stimava l’attuale capo dello Stato. Amava essere ricordato come europeista.

“Ci sono già tanti libri su di me – disse Giscard – non ho molto da aggiungere. Posso solo dire di essere soddisfatto che l’Europa esista, sia solida e sia ancora ricca di promesse”. “Le indicazioni che aveva dato alla Francia guidano ancora i nostri passi. Servo dello Stato, politico del progresso e della libertà, la sua morte è un lutto per la nazione francese. Nel suo mandato di sette anni ha trasformato il Paese”, ha commentato il presidente Emmanuel Macron.

Fu “uno statista che ha scelto di aprirsi al mondo”, ricorda l’ex presidente socialista Francois Hollande. “Un uomo che ha onorato la Francia” e che ha “cercato ed è riuscito a modernizzare la vita politica”, afferma Nicolas Sarkozy, altro ex inquilino dell’Eliseo. “Presidente di una Francia in crisi, fu artefice di nuove libertà pubbliche e ardente sostenitore del progresso tecnologico”, riconosce anche Marine Le Pen.


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