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Draghi vede le Regioni: “Lavorare insieme” per vaccinazione e riapertura

by Romano Franco

“Lavorare tutti insieme”, è questo l’imperativo di Mario Draghi! Dopo la promessa del premier, di raggiungere 500 mila somministrazioni al giorno, si è a lavoro per un cambio di passo e una logistica più avanzata in vista dell’arrivo di quasi 3 milioni di colpi.

Oggi è stabilito l’incontro tra il governo e le Regioni per cercare di discutere dei malumori e delle incomprensioni, dopo il rimprovero del presidente Draghi ai territori per i ritardi e le differenze nelle somministrazioni, “difficili da accettare”. Intanto visti i numeri, non proprio rassicuranti per quanto concerne una riapertura totale, si decidono le nuove misure che saranno in vigore dopo Pasqua. Oggi è stabilito anche l’incontro tra Draghi, i ministri Speranza e Gelmini, il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il commissario per l’emergenza Francesco Figliuolo e le Regioni. Con l’arrivo di oltre un milione di dosi di Pfizer, oltre 500 mila di Moderna e 1,3 milioni di AstraZeneca, i territori avranno quei vaccini che chiedono da settimane per poter far decollare la campagna.

Non sono ammessi errori

Vietato sbagliare, è questo il messaggio “pseudo minaccioso” del governo, lo Stato è pronto ad intervenire con militari e volontari in caso di difficoltà. Senza “mettere divieti e minacciare misure”, come ha detto Draghi venerdì scorso, ma lavorando tutti insieme e seguendo un unico criterio che è quello dell’età.

Le Regioni porteranno le loro richieste, prima tra tutte la redistribuzione delle dosi in base alla popolazione, e ribadiranno che governo e territori hanno gli stessi interessi e gli stessi obiettivi.

Riaprire, Riaprire, Riaprire!

Riaprire con le dovute precauzioni si può e si deve farlo! Se è vero che non ne usciremo subito bisogna attuare una convivenza con il virus fin da subito e iniziare a tutelare finalmente le categorie più fragili. Non si può continuare con questo calvario di aperture e chiusure; e soprattutto, non si può continuare a vivere in uno stato di Polizia. Siamo o no uno Stato di diritto? Pare che non freghi a nessuno, purtroppo!  E’ più di un anno che i diritti vengono calpestati e la libertà viene preclusa e non si è fatto molto per reintegrarli. Se è vero che la Salute è importante, la libertà lo è quasi di più, poiché in molti, in passato, hanno dato la propria vita per preservarla. Convivere col virus si può, e chi sostiene il contrario o è a corto di idee o è in malafede. Sperando da ottimisti che sia la prima delle due opzioni, noi andiamo avanti per la nostra strada, e anche se lo slogan “Andrà tutto bene” ha perso da tempo la sua credibilità!

 

 

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