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Nove dipinti dalla collezione privata di Jeff Koons, che abbracciano cinque secoli di storia dell’arte, saranno messi all’asta da Christie’s a New York il 17 novembre. La vendita, con una stima complessiva che supera i 100 milioni di dollari, arriva dopo un tour espositivo internazionale che ha toccato Hong Kong, Londra, Parigi e Taipei.
Un lotto presentato come «Property of a distinguished collector»
Christie’s ha catalogato l’insieme con la consueta formula riservata ai grandi collezionisti. Fonti citate dal New York Times indicano però che il proprietario sarebbe proprio Jeff Koons, la cui raccolta è in parte conservata nella townhouse dell’Upper East Side.
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Jeff Koons realizza 100 milioni dalla vendita della collezione privata con opere di Picasso e Manet
La vendita è intitolata Heroes and Lovers, titolo che richiama i temi ricorrenti nell’opera dell’artista e pone interrogativi sul motivo della cessione ora: necessità finanziarie, riorganizzazione del patrimonio o una nuova fase collezionistica?
I pezzi principali: Picasso in testa
Il lotto di maggior valore è Le Baiser di Pablo Picasso, datato 1969, stimato attorno ai 40 milioni di dollari. Koons lo aveva acquistato da Sotheby’s nel 2008 per 17,4 milioni.

All’interno della selezione figura anche Tête de femme (Dora Maar), ritratto della fotografa surrealista, realizzato nel maggio 1941, poco dopo l’inizio dell’occupazione nazista di Parigi. Negli ultimi anni Koons ha espresso un interesse continuo per il Picasso degli ultimi decenni, tema che risuona con le sue esplorazioni di desiderio e rappresentazione sessuale, già evidenti nella serie Made in Heaven.
Dal manierismo olandese alle sfere riflettenti
La selezione non è limitata al moderno e al contemporaneo. Tra i lotti figurano opere antiche, tra cui un grande dipinto di Cornelis van Haarlem del 1590, raffigurante la lotta tra Ercole e il dio fluviale Acheloo trasformato in toro per Deianira. La stima per questo pezzo è di circa 12 milioni di dollari; Koons lo comprò nel 2008 per 8,1 milioni e successivamente lo ha concesso in prestito a lungo termine al Metropolitan Museum of Art di New York.

Il legame tra la sua produzione e i maestri del passato è già evidente: nel 2015 Koons ha impiegato composizioni di van Haarlem nella serie Gazing Ball Paintings, aggiungendo le celebri sfere riflettenti blu davanti alle tele.
Vendita, mercato e progetti futuri
Il dossier economico è parte integrante della lettura di questa operazione. Il mercato secondario di Koons non ha replicato l’apice del 2019, quando Rabbit stabilì il record per un artista vivente a 91,1 milioni di dollari. Tuttavia, la domanda non è scomparsa: a maggio 2026 la scultura Louis XIV è stata venduta da Sotheby’s per 8,57 milioni, dentro la stima indicata di 7-10 milioni.
Un’analisi citata dal New York Times, basata sul database ARTDAI, segnala una flessione di circa il 60% nella performance all’asta delle opere di Koons nell’ultimo decennio. Va ricordato però che questi dati riguardano solo il mercato pubblico e non includono vendite private, perciò non dicono tutto sulla situazione patrimoniale dell’artista.
Reinvestire nell’attività artistica?
Una fonte riferita al quotidiano americano sostiene che Koons intenda reinvestire parte del ricavato nella propria produzione. La sua attività rimane intensa: dopo il passaggio a Pace nel 2021, nel 2025 è tornato sotto la rappresentanza di Gagosian, che a cavallo tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 ha presentato a New York nuovi lavori della serie Porcelain.
La natura stessa delle opere di Koons richiede processi lunghi e strutture di produzione complesse. Negli anni scorsi l’artista ha ridotto il proprio staff — da circa 100 addetti ai circa 20 attuali — e vendere una parte consistente della collezione potrebbe essere un modo per trasformare capitale immobilizzato in risorse destinate a nuovi progetti in studio.











