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A Torino il Comune ha rilasciato il permesso di costruire per la riqualificazione dell’ex complesso industriale Nebiolo nel quartiere Aurora. La proprietà, affidata alla Confederazione Islamica Italiana, ospiterà una moschea insieme a alloggi studenteschi, una biblioteca e spazi aperti alla città: l’annuncio è stato diffuso il 4 ottobre.
Un pezzo di archeologia industriale da recuperare
Il progetto interessa circa 6.000 metri quadrati dell’ex Fonderia Caratteri Nebiolo, edificio costruito nel 1922 e storicamente legato alla produzione di macchinari tipografici dell’azienda Nebiolo. Colpito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, il sito ha progressivamente cessato l’attività tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, per poi attraversare un lungo periodo di abbandono.
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I lavori per il recupero sono stimati in almeno tre anni e mirano a riportare in uso una porzione significativa di tessuto urbano oggi degradato.
Molto più di una moschea
Secondo la Confederazione, la funzione religiosa occuperà solo una parte del complesso: circa l’80% delle superfici sarà destinato ad altri usi.

La sala di preghiera è progettata per accogliere circa mille fedeli e sarà affiancata da un minareto di circa venti metri. Lo spazio residenziale dovrebbe offrire circa 90 posti letto, con una quota di alloggi riservata a una convenzione con Edisu.
Biblioteca, aule e aree studio saranno accessibili anche al pubblico esterno. Inoltre la convenzione con il Comune garantisce per almeno trent’anni la disponibilità degli spazi culturali per iniziative cittadine e il loro uso libero da parte delle associazioni locali.
Costi, autore del progetto e tempi
Il progetto, presentato nel marzo 2025 e firmato dall’architetto Vittorio Jacomussi, ha un costo stimato in circa 17 milioni di euro. La Giunta comunale aveva già dato il via libera nel dicembre 2022 e l’iter autorizzativo si è concluso con il rilascio del permesso di costruire.
La Confederazione ha comunicato l’intenzione di aprire il cantiere entro la fine del 2026. Il coordinatore Walid Bouchnaf ha però indicato una data d’inizio più cauta, all’inizio del 2027, spiegando che sono ancora in corso gli ultimi passaggi del progetto esecutivo.
Un’operazione con vocazione urbana
La Confederazione descrive l’intervento come una riqualificazione complessiva dell’area di archeologia industriale, con un chiaro rilievo urbano oltre che religioso. L’obiettivo, secondo i promotori, è creare un luogo dove «abitare, studiare e vivere la città», aprendo gli spazi a diverse funzioni e pubblici.











