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Si è chiusa a Palazzo Corsini la 34ª edizione della Biennale Internazionale dell’Antiquariato di Firenze, manifestazione che ha inaugurato la stagione fieristica autunnale dal 26 settembre al 4 ottobre. Tra capolavori di qualità museale e nuovi ingressi nel circuito dei collezionisti, la rassegna ha registrato vendite significative e numerose trattative aperte.
Il contesto e i pezzi esposti
La location storica, la direzione di Bruno Botticelli e l’afflusso di pubblico internazionale hanno confermato la fiera come punto di riferimento per il mercato dell’antico. Gli stand hanno mostrato opere che coprono secoli di produzione artistica, dai micromosaici alle sculture rinascimentali.
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Firenze al centro del mercato dell’antico: elenco delle vendite BIAF 2026

Tra le proposte più commentate c’è la Madonna del Silenzio di Lavinia Fontana esposta da Callisto Fine Arts, indicata dalla storica Maria Teresa Cantaro come una possibile replica autografa dell’esemplare conservato alle Gallerie Reali di Madrid, eseguita poco dopo il 1589 per una famiglia emiliana o bolognese. Brun Fine Art ha presentato un tondo con una Madonna dell’umiltà attribuito al pittore fiorentino convenzionalmente chiamato “Tommaso”.
Vendite e contendenti
La settimana è stata intensa, come l’ha definita lo gallerista Matteo Salamon, che ha descritto l’esperienza con un sintetico «HECTIC!». Nel suo stand la Crocifissione di Orazio di Jacopo, datata 1442 e soggetta a vincolo, ha attratto l’attenzione di almeno tre acquirenti, tra cui due collezionisti statunitensi. La controversia tra potenziali compratori ha sottolineato l’appeal internazionale dei pezzi notificati.

Salamon ha inoltre riassunto con entusiasmo gli esiti della fiera, giudicando l’edizione positivamente e segnalando vendite concluse e relazioni avviate con nuovi collezionisti e curatori.
Gallerie: affari e trattative
Nei primi giorni di fiera Alessandra Di Castro ha ceduto un raffinato micro-mosaico su marmo nero di Michelangelo Barberi, datato 1840, raffigurante «Glorie del mattino» con fiori e insetti, e una grande specchiera in ottone e canne di vetro disegnata da Paolo Venini per Murano (1951).
Mirco Cattai, specialista in tappeti e arazzi, ha dichiarato di aver ricevuto nel proprio stand i direttori di due musei americani, oltre a numerosi collezionisti privati. Tra le vendite figurano diversi tappeti antichi dell’Anatolia centrale, databili dal XVI al XIX secolo.
La Galleria Enrico Frascione ha trovato acquirente per una monumentale veduta di Firenze da Bellosguardo (1760-70) di Thomas Patch. Da Galleria Botticelli è stata invece venduta una Testa di Profeta o di Giove (circa 1460-1465) attribuita a Paolo Taccone da Sezze, insieme a due riscoperte provenienti da collezioni private: uno stemma in marmi policromi con simboli di Santa Lucia (XVII secolo) e un paliotto intarsiato in legno (inizio XVIII secolo) di ambito pugliese.
Antonacci Lapiccirella Fine Art ha registrato un buon riscontro critico e commerciale: tra le vendite il raro disegno Testa di vecchio di Giovanni Battista Piazzetta e la scultura Gorgone (circa 1925) di Silvio Canevari. La galleria ha inoltre confermato trattative avanzate per un dipinto di Giulio Aristide Sartorio e l’interesse serio di un museo internazionale per la scultura secessionista Ritmi (1914) di Attilio Selva.
Da Fondantico (Tiziana Sassoli) sono stati venduti lavori di Cesarini, Grancini, Mastelletta e Gandolfi; resta aperta una trattativa per un’opera attribuita al Guercino. Cantore Galleria Antiquaria segnala la vendita di opere di Maratta, Francesco Ruschi e Giuseppe Marchesi detto Il Sansone, mentre un dipinto di Giovanni Baglione è in fase di trattativa. Marco Longari ha perfezionato la vendita di un’immagine del Gesù attribuita a Della Robbia.
Risultati positivi anche per la Galleria Raffaello Pernici, che ha venduto la rara composizione in ceramica Don Chisciotte e Sancio Pancia (Giovanni Grande / Manifattura Lenci, 1929) e la coppia di urne decorative “Archi e corde” di Gio Ponti per Richard-Ginori (1927), unica coppia nota di questo tipo al mondo.
Infine, la Galleria Carlo Virgilio & C. segnala la cessione di un gruppo fittile di Michele Van Lint (1814), Andrea Vaccà Berlinghieri compiange l’urna di un amico, e della tela di Anne-Louis Girodet-Trioson L’Apoteosi di Ercole, allegoria rivoluzionaria (1794-1795).
Con queste operazioni si è conclusa l’edizione 2026 della BIAF, che lascia sul terreno una lunga serie di contatti professionali e nuove piste di valorizzazione per opere di pregio.











