SPAZIOC21 a Reggio Emilia indaga l’evoluzione del graffitismo tra strada e atelier

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A Reggio Emilia una mostra esplora come il linguaggio dei graffiti ha lasciato strada e binari per entrare in gallerie, studi e officine. E35 to C21, ospitata da SPAZIOC21 a Palazzo Brami dal 26 settembre al 14 novembre 2026, mette a confronto pratiche nate nello spazio pubblico tra Paesi Bassi e Italia e il loro passaggio a nuovi materiali, formati e tecnologie.

Un ponte tra Paesi Bassi e Italia

Il titolo dell’esposizione suggerisce uno scambio geografico e linguistico: da una scena olandese nota per la sperimentazione sul lettering a una tradizione italiana radicata su muri, ferrovie e aree industriali della pianura padana. L’intento è mostrare come esperienze nate nella strada si trasformino quando transitano verso lo studio e la sala espositiva.

Curata da SPAZIOC21 in collaborazione con Kolektivo Mestizo, Nicholas Groente and Fruit e Chinny Bond, e sostenuta dall’Ambasciata e dal Consolato Generale del Regno dei Paesi Bassi, la mostra riunisce sei artisti che lavorano tra pittura, installazione, design e tecnologia. Il catalogo è accompagnato da un testo critico di Chinny Bond.

Dalla scrittura al segno astratto

Al centro del percorso c’è la trasformazione della lettera: da grafia urbana a struttura formale. Per esempio, Mick La Rock, attiva dalla metà degli anni Ottanta e figura di rilievo nella scena europea, ha progressivamente fatto evolvere il tratto calligrafico in composizioni geometriche che richiamano il modernismo, pur mantenendo un legame con l’architettura della città.

Opera astratta che trasforma lettere in forme geometriche
La trasformazione della lettera in segno astratto esposta a SPAZIOC21.

Niels Shoe Meulman percorre una strada diversa ma parallela. Partito dalla calligrafia urbana, il suo lavoro sposta il centro sul gesto e sulla pittura: segni sempre meno vincolati alla lettera riconoscibile nascono da movimenti e strumenti non convenzionali. L’azione stessa della pittura diventa parte integrante dell’opera.

Con Zedz, la grammatica della scrittura si trasforma in pratica progettuale: lettere e moduli fungono da elementi di progetto che occupano lo spazio, fondendo pittura murale, oggetto e struttura architettonica.

Materia, tracce e smaterializzazione dell’autore

Altri interventi si concentrano sulla fisicità dei materiali e sul tema dell’autorialità. Albertism lavora con terracotta, metalli di recupero e scarti industriali legati all’ambiente ferroviario. Le superfici ossidate e incise portano con sé la memoria dell’uso urbano, trasformando residui di città in oggetti non più riconducibili al solo graffito.

Mani che modellano terracotta accanto a metalli di recupero
Materiali recuperati e terracotta: la materia nel lavoro di Albertism.

Antigoon invece esplora il rapporto tra gesto umano e macchina. L’artista costruisce dispositivi meccanici che tracciano segni con bombolette spray e pennarelli. In questi pezzi il processo creativo è in parte delegato alla macchina, e la domanda su chi sia l’autore — chi progetta o chi esegue — diventa centrale.

Percorsi personali e contaminazioni

Il lavoro di Stefano Pane Monfeli racconta un’esperienza bi-culturale: cresciuto nella scena romana degli anni Novanta e trasferitosi ad Amsterdam nel 2004, ha integrato pittura, illustrazione, graphic design, installazione ed editoria. La sua formazione da writer rimane evidente nella metodologia compositiva, nella sovrapposizione di riferimenti visivi e nella capacità di far convivere diversi linguaggi sulla stessa superficie.

Nel complesso, la mostra evita di appiattire tutte le pratiche sotto l’etichetta generica di street art. Preferisce invece mettere a fuoco come singole traiettorie trasformino il segno urbano in dispositivi spaziali, oggetti materici o processi tecnologici.

Apertura e programma pubblico

L’inaugurazione è fissata per sabato 26 settembre alle ore 17, con la presenza degli artisti. La giornata successiva, domenica 27, prevede una serie di incontri moderati da Pietro Rivasi.

Il programma del 27 settembre si apre con un’introduzione di Kolektivo Mestizo e SPAZIOC21. Seguiranno un confronto tra Mick La Rock e Chinny Bond sul passato, il presente e le prospettive dell’urban art; la presentazione di Graffiti Roulette a cura di Stefano Pane Monfeli; e un dialogo tra Niels Shoe Meulman e Ferry Van Zijderveld di Ruyzdael Publishing dedicato a Shoe’s Black Book.

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