Sconto sulle accise dimezzato: diesel torna a 2,357 €/l (2,439 in autostrada). Lunedì scatta il price cap Eni

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Lo sconto sulle accise è stato dimezzato e i listini dei carburanti tornano a salire, con il gasolio particolarmente colpito. L’annunciato tetto ai prezzi comunicato da Eni non figura ancora nelle rilevazioni ufficiali del ministero.

Cosa cambia con il taglio delle accise

Il beneficio fiscale sulle accise passa da 12,2 a 6,1 centesimi per litro. La riduzione del taglio ha già avuto effetti sui distributori: i prezzi alla pompa risalgono, sebbene per il diesel l’incremento registrato oggi sia inferiore rispetto all’adeguamento fiscale.

Dettaglio simbolico di ricevute o etichette che richiamano tasse sui carburanti
Il taglio delle accise spiegato in cifre.

Rilevazioni dell’Osservatorio del ministero

Secondo i calcoli dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del ministero, nelle medie non è ancora incluso il tetto annunciato da Eni, in programma a partire da lunedì.

Sulla rete stradale il prezzo medio self service è attestato a 2,158 euro/litro per la benzina e a 2,357 euro/litro per il gasolio. I valori di ieri erano rispettivamente 2,154 euro e 2,338 euro al litro.

Sulle autostrade il self registra medie più alte: 2,252 euro/litro per la benzina e 2,439 euro/litro per il gasolio (ieri 2,247 euro e 2,421 euro al litro).

Chi paga il conto: famiglie e lavoratori

Per il Codacons il rincaro sul gasolio ha inciso pesantemente: dall’inizio del conflitto la spesa per un pieno si avvicina a un aumento cumulato di circa 32 euro. L’associazione evidenzia inoltre che il dimezzamento dello sconto sulle accise deciso oggi non è ancora stato completamente trasferito alle pompe, per cui sono attesi ulteriori rialzi nelle prossime ore.

Pendolari in fila alla stazione di servizio con auto anonime
Famiglie e lavoratori pagano l’aumento del carburante.

L’ufficio studi della Cgia di Mestre mette in luce come gli aumenti non penalizzino soltanto le famiglie e i pendolari, ma anche categorie professionali che dipendono dall’auto per lavoro: camionisti, tassisti e agenti di commercio. Taxi e agenti di commercio incontrano maggiori difficoltà, perché non possono facilmente scaricare l’incremento sui clienti o sulla filiera. I camionisti, quando possibile, si affidano al credito d’imposta previsto per compensare il caro-carburante; resta però esclusa una quota significativa di imprese del trasporto, cioè quelle con mezzi sotto le 7,5 tonnellate, che costituiscono circa il 40% del settore.

Gli aiuti e la richiesta a Bruxelles

La Cgia ricorda che le misure varate dal governo contro il caro-carburante negli ultimi sei mesi e mezzo superano i 2,6 miliardi di euro. In precedenza, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il governo di Mario Draghi aveva stanziato circa 7,3 miliardi in otto mesi.

Da qui la proposta dell’ente di rappresentanza: sarebbe opportuno che Bruxelles concedesse agli Stati membri una maggiore margine di flessibilità fiscale, analogo a quello concesso quattro anni fa, per sostenere misure di contenimento del prezzo dei carburanti.

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