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La Galleria Ceravento di Pescara apre il nuovo ciclo curatoriale Anemocoria, progetto fondato sull’ospitalità e sullo scambio tra spazi espositivi. A inaugurare la rassegna è la collaborazione con la torinese A Pick Gallery, che porta in Abruzzo la collettiva Fra immagine e pittura, visitabile fino al 7 novembre 2026.
Un progetto nato dalla metafora del vento
Il titolo del progetto richiama l’anemocoria, il processo botanico per cui i semi si affidano al vento per raggiungere nuovi luoghi. Questa immagine guida la direzione della galleria, affidata a Loris Maccarone, che a cinque anni dalla nascita dello spazio ha scelto di puntare su scambi e contaminazioni tra territori e pratiche diverse.
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La collaborazione con A Pick Gallery segue un gesto di reciproca ospitalità: la galleria torinese aveva recentemente ospitato una personale di Giuseppe Vassallo, e ora ricambia il programma con la mostra curata da Emanuela Romano, che riunisce le opere di Michael Conrads, Tonino Lacertosa e Manuel Portioli.
La soglia tra immagine preesistente e pittura
La collettiva non si propone di imporre un tema rigido, ma di esplorare una soglia: il momento in cui un’immagine già esistente — fotografia, ricordo, frammento d’archivio o dettaglio quotidiano — viene trasformata dalla pratica pittorica. La pittura diventa così un processo che riscrive e riattiva la memoria visiva.
Su questa idea si innesta anche un richiamo critico alla riflessione di John Berger sul rapporto incerto tra ciò che vediamo e ciò che sappiamo: è in quello spazio instabile che la pittura ritrova la sua pertinenza, non come copia del reale ma come lente che rallenta e riformula lo sguardo.
Tre percorsi a confronto
Le opere in mostra dialogano su piani differenti: dall’intimità lirica alla geometria analitica, fino a stratificazioni materiche che ricordano pratiche urbane.
Tonino Lacertosa
La ricerca di Lacertosa occupa il centro emotivo della mostra. Le sue tavole e i lavori su carta, tra cui la serie Adamo ed Eva, fondono un cromatismo immediato a un’affettività esplicita. La memoria visiva si confronta con la tradizione rinascimentale italiana e con riferimenti espliciti a Sandro Botticelli, in cui affiorano echi della Primavera nella sospensione degli sfondi e in motivi floreali stilizzati.
Tuttavia l’artista rilegge quel patrimonio: la nudità delle figure assume un carattere spontaneo e disarmato, orientato verso una rappresentazione dell’affetto che mette in discussione archetipi eteronormativi e celebra forme di espressione e desiderio con chiara tensione omoerotica.
Michael Conrads
Il lavoro del tedesco Michael Conrads si concentra sulla dialettica tra costruzione e frantumazione dell’immagine. Nelle sue composizioni la geometria lavora come griglia analitica: strutture architettoniche e riferimenti scultorei si sovrappongono a campiture cromatiche e prospettive frammentate.
Questa strategia pone in continua tensione ordine e instabilità, memoria e anticipazione — un’indagine sul modo in cui la forma resiste e si disarticola nello stesso istante.
Manuel Portioli
Portioli concepisce la pittura come un processo di accumulazione e cancellazione. Con acquerello e tecniche miste sovrappone fotografie, appunti visivi e tracce che emergono e si dissolvono sulla superficie.

Ne risultano opere in cui l’estetica della street art convive con una sensibilità materica per la velatura pittorica, creando immagini che sembrano sempre in transizione tra corpo e reperto.
Un laboratorio aperto sulla pittura contemporanea
Fra immagine e pittura si presenta come un laboratorio espositivo: un luogo in cui la pittura si confronta con il pulviscolo di immagini che attraversano la nostra esperienza visiva. Grazie alla rete di scambi promossa da Anemocoria, la Galleria Ceravento ribadisce la sua vocazione a sostenere pratiche pittoriche vive, capaci di restituire forma e durata al materiale visuale del presente.











