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Il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan, ha lasciato aperta la possibilità di elezioni politiche anticipate in primavera, proponendo un «election day» accorpato alle Comunali. La motivazione principale è pratica: pochi mesi utili per la campagna e l’impegno della **legge di bilancio** a ridosso dell’autunno.
L’ipotesi di voto a maggio
Intervenendo a Rai Radio 1, Malan ha suggerito che potrebbe aver senso spostare il voto nazionale a maggio e tenere le politiche insieme alle elezioni comunali di grandi città come **Roma** e **Milano**. Secondo il senatore, andare alle urne a settembre lascia «poco tempo per la campagna elettorale» e rischia di interferire con la preparazione della legge di Bilancio.
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Alla domanda sull’eventuale effetto delle amministrative — tradizionalmente favorevoli al centrosinistra nelle grandi aree urbane — il dirigente di FdI ha minimizzato: ha ricordato la diversa performance elettorale tra grandi centri, centri minori e aree rurali, dove i conservatori ottengono risultati più solidi.
La precisazione serale e il calendario della legislatura
La stessa giornata ha offerto però una precisazione. In serata, in una dichiarazione al Tg3, Malan ha ribadito che la linea del partito è quella di portare la **legislatura** fino alla scadenza naturale, indicata per l’autunno del 2027, «ferme restando le prerogative del capo dello Stato».
La partita sulla legge elettorale
La riforma della legge elettorale è attesa in Aula con tre voti di fiducia e un voto finale a scrutinio segreto alla Camera, dopo le difficoltà registrate a luglio sul tema delle preferenze al Senato. Malan si è detto fiducioso: i voti di fiducia «sono come se fossero già fatti», ha osservato, pur sottolineando la necessità di rispettare le procedure parlamentari.

Riguardo al voto segreto, il capogruppo ha sostenuto che non dovrebbe discostarsi dall’esito dei precedenti passaggi, durante i quali la maggioranza è rimasta compatta. Sul rischio che la legge venga bocciata nello scrutinio finale, Malan ha rilanciato la linea della premier **Giorgia Meloni**, che ha avvertito di «conseguenze inevitabili», paragonando l’esito a un voto di fiducia.
Per Malan però lo scenario di una sconfitta è «assolutamente impensabile»: ha definito l’ipotesi teorica, ma non realistica.
Alleanze e strategia di governo
Infine, Malan ha escluso la possibilità di un’intesa elettorale con Roberto Vannacci, sostenendo che l’esponente ha assunto una posizione critica verso il centrodestra fin dal suo ingresso nella scena politica. Per il capogruppo, l’obiettivo non è solo vincere le elezioni, ma ottenere una vittoria che permetta effettivamente di governare con un programma compatibile.











