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A settembre le richieste di connessione alla rete elettrica per nuovi data center in Italia hanno raggiunto i 100 gigawatt, mentre la capacità realmente attiva degli impianti già collegati risulta circa mille volte inferiore. Il divario tra domanda teorica e infrastrutture disponibili è emerso come tema centrale al Data Center Symposium organizzato a Roma dalla Italian Datacenter Association (Ida).
Il divario tra domanda e rete
La cifra delle richieste mostra quanto il settore punti in alto, ma mette anche in luce un problema pratico: la rete di trasmissione nazionale non riflette la stessa scala. In sostanza, molte dichiarazioni di progetti non trovano ancora un corrispondente immediato nella potenza effettivamente erogata oggi.
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I data center italiani potrebbero attirare 37 mld in un decennio: sfida su rete e territori

Questo scarto genera incertezza su tempi e modalità di realizzazione. Al centro del confronto tecnico e istituzionale c’è la necessità di allineare piani di investimento e capacità di rete.
Milano e i progetti nel resto del Paese
Milano resta il punto di riferimento per il comparto, ma l’interesse si estende in molte altre aree del Paese. Operatori e investitori stanno valutando siti fuori dalle grandi città per distribuire la domanda e ridurre congestioni locali.
Investimenti, reti e preoccupazioni locali
Per trasformare le ambizioni in cantieri reali serviranno risorse consistenti: si parla di investimenti dell’ordine dei miliardi e di potenziamenti alle reti elettriche. Senza interventi mirati, la distanza tra progetti annunciati e infrastrutture operative rischia di restare ampia.

Nel percorso di espansione emergono inoltre timori delle comunità locali: impatti ambientali, consumo di suolo e questioni paesaggistiche che richiedono risposte chiare da parte delle imprese e delle istituzioni.
La sfida: infrastrutture sostenibili
La sfida evocata all’evento dell’Ida è semplice da enunciare ma complessa da attuare: convertire la forte domanda del settore in impianti realmente funzionanti e al contempo sostenibili. Occorrono progetti con pianificazione condivisa, adeguamento delle reti e garanzie sulle ricadute territoriali.











