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Un allarme lanciato da una residente di Whelford ha portato alla cattura di cinque persone e all’evacuazione di molte famiglie in un villaggio vicino alla base aerea di RAF Fairford, usata dagli Stati Uniti. Le autorità indagano per possibili collegamenti con un piano terroristico e per la presenza di esplosivi a bordo di tre furgoni bianchi fermati dalla polizia.
Cosa è successo a Whelford
La segnalazione è partita sabato notte da una donna che, secondo quanto riferito alla Press Association, ha visto cinque persone nel villaggio poco dopo mezzanotte. Alcuni indossavano passamontagna, altri le sono sembrati di origine mediorientale; la testimone dice di aver puntato i fari dell’auto verso il gruppo, che si è allontanato, e di aver subito avvisato la polizia e i vicini via WhatsApp.
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Circa 25 minuti dopo gli agenti del Gloucestershire hanno fermato i sospetti insieme a tre furgoni bianchi. I cinque sono accusati di reati legati al terrorismo e sono detenuti ai sensi del Terrorism Act 2000, misura che consente alle autorità di trattenere i fermati per un periodo fino a due settimane.
L’indagine e le misure di sicurezza
Le indagini sono coordinate dalle unità antiterrorismo. Sui social è apparsa la foto di alcuni fermati a torso nudo ripresi a poche centinaia di metri dalla base di Fairford, dettaglio che secondo gli investigatori ha alimentato il timore che potessero rappresentare un pericolo immediato.
La polizia, insieme a rappresentanti pubblici tra cui Andy Burnham, si è detta «decisamente preoccupata» e ha invitato la popolazione e i giornalisti ad attendere gli esiti delle verifiche prima di trarre conclusioni. Nel frattempo le autorità hanno evacuato 84 abitazioni del villaggio: meno di 400 persone vivono a Whelford e molti residenti hanno trascorso la notte nei centri d’accoglienza in attesa di un sopralluogo e della bonifica dell’area.
Il possibile obiettivo: RAF Fairford
Secondo gli inquirenti, la vicina base di RAF Fairford — che ospita mezzi statunitensi — era nel mirino. Negli ultimi mesi da Fairford sono decollati velivoli Usa diretti verso l’Iran dopo l’attacco congiunto di Stati Uniti e Israele a Teheran; per questo motivo i Pasdaran avevano indicato la base come potenziale obiettivo.

Fairford vanta una lunga storia d’uso strategico: base attiva durante la Guerra Fredda, impiegata nella prima Guerra del Golfo e nel 2003 per bombardieri B-52 nelle operazioni in Iraq. Settimane dopo lo scoppio del conflitto con l’Iran, l’allora primo ministro Keir Starmer autorizzò l’uso della base da parte di Washington per «azioni difensive» contro postazioni iraniane che colpivano lo Stretto di Hormuz, conferma che figura anche nelle dichiarazioni pubbliche successive.
Reazioni internazionali e dichiarazioni
Anche dall’estero sono arrivate reazioni: l’ex presidente statunitense Donald Trump ha detto che gli arrestati avrebbero inteso provocare «gravi danni» alla base e ha elogiato la collaborazione con la Gran Bretagna, affermando che i sospetti erano monitorati da tempo. Le autorità britanniche, però, hanno indicato che l’azione è scattata dopo la segnalazione ricevuta dalla residente di Whelford.
Contesto delle minacce al Regno Unito
L’intelligence britannica segue da tempo la minaccia di ritorsioni legate al coinvolgimento del Regno Unito nel conflitto, oltre a possibili attacchi di vario tipo, tra cui episodi di antisemitismo e atti di sabotaggio. Negli ultimi mesi le forze armate hanno rialzato il livello di allerta in altre basi condivise con gli Stati Uniti, come Mildenhall e Lakenheath, portandole in stato di massima vigilanza.
La situazione mette in evidenza la molteplicità dei rischi che Londra tiene sotto osservazione: estremismi legati al conflitto in Medio Oriente, minacce islamiste e anche attività di matrice russa. Ieri il paese ha evitato un incidente più grave, ma le autorità sottolineano che le verifiche devono ancora chiarire movente e collegamenti.











