Attività dell’ex Ilva a rischio sospensione: fermo anche Taranto

Mostra sommario Nascondi sommario

Acciaierie d’Italia ha comunicato alle istituzioni pugliesi che gli impianti di Taranto saranno messi in modalità di **stand by** a partire dal 9 ottobre, in attesa della decisione della **Corte di Cassazione** fissata per il 20 ottobre. La nota è arrivata poche ore prima dell’avvio del vertice sull’Ex Ilva a Palazzo Chigi.

La comunicazione ufficiale

In una lettera inviata al prefetto, agli enti locali e alle forze dell’ordine, l’azienda ha spiegato che da domani saranno sospese le attività produttive nell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Nella nota si fa riferimento all’ottemperanza al decreto emesso dalla Corte d’appello di Milano il 27 luglio e al rigetto, notificato il 5 ottobre, della richiesta di sospensione dell’esecuzione.

Lettera ufficiale su scrivania con luci di ufficio
La comunicazione inviata al prefetto e alle autorità locali.

Altri stabilimenti interessati

Acciaierie d’Italia ha inoltre inviato comunicazioni analoghe alle autorità dei territori dove si trovano gli altri impianti del gruppo. Lettere preventive hanno già raggiunto le amministrazioni di Genova e Novi Ligure.

La società avvisa che, in conseguenza delle disposizioni della corte milanese, gli stabilimenti saranno soggetti a fermate temporanee. Tra questi c’è Taranto, il più grande sito produttivo del gruppo, la cui materia prima non è più garantita.

Impatto operativo e sulle maestranze

L’ultimo altoforno ancora operativo è stato ridotto a una capacità tale da non consentire più una normale produzione. Di conseguenza, gli stabilimenti che utilizzano il materiale proveniente da Taranto stanno progressivamente interrompendo le attività.

Altoforno inattivo e area di produzione vuota
L’ultimo altoforno ridotto e le aree produttive in stop.

Per i lavoratori la prospettiva è l’estensione della cassa integrazione, già applicata in parte. L’azienda ha annunciato la richiesta di ammortizzatori sociali per gestire l’impatto occupazionale durante la sospensione delle attività.

Il contenzioso giudiziario

La misura di fermo si collega al contesto giudiziario che ha portato allo stop degli altoforni. Il provvedimento della Corte d’appello di Milano del 27 luglio impone limiti temporali che l’azienda contesta.

Acciaierie d’Italia e Ilva hanno presentato ricorso e la discussione è stata fissata davanti alla Corte di Cassazione per il 20 ottobre. È su quell’udienza che potranno arrivare decisioni decisive per il futuro operativo degli impianti.

Dai il tuo feedback

★★★★★

Sii il primo a votare questo post
o lascia una recensione dettagliata



Avanti live è un media indipendente. Sostienici aggiungendoci ai preferiti di Google News:

Pubblica un commento

Pubblica un commento