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Dopo un fine settimana di ampie consultazioni con i suoi ministri, il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez ha deciso di sciogliere il Parlamento e indire elezioni anticipate per il 29 novembre. La mossa arriva dopo il respingimento in Congresso di due decreti sul diritto alla casa, che ha scatenato proteste diffuse in tutto il paese.
La decisione e i fatti che l’hanno determinata
Sánchez ha annunciato dalla Moncloa di aver convocato lo stesso giorno il Consiglio dei ministri per avviare lo scioglimento delle Camere e fissare la data elettorale. Il provvedimento segue il voto contrario, avvenuto venerdì scorso, ai due decreti sul mercato abitativo che il governo aveva presentato come risposta alla mobilitazione sociale.
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La bocciatura ha preso forma mentre proseguiva l’ondata di indignazione partita dall’evizione a Madrid di un’anziana di 87 anni, Maricarmen Abascal, episodio che ha alimentato manifestazioni in molte città e rilanciato il tema della crisi abitativa.
Il bilancio politico ed economico del premier
Nel suo intervento, Sánchez ha rivendicato i risultati economici e sociali del suo esecutivo. Ha ricordato progressi nelle energie rinnovabili, nell’espansione dei diritti sociali e nella lotta alle disuguaglianze, oltre a una forte crescita dell’occupazione negli ultimi tre anni.
Secondo il premier, il potere d’acquisto delle famiglie spagnole è migliorato a ritmi molto superiori rispetto ad economie come quelle di Francia e Germania, mentre i livelli di disuguaglianza si sono ridotti ai minimi registrati dalla serie storica.
Conflitti con l’opposizione e attacchi alle élite
Sánchez ha imputato la paralisi dei decreti alla coalizione di forze di destra: Partito Popolare, Vox e Junts per Catalunya. Ha accusato l’opposizione di ostacolare misure giudicate utili al Paese e di mettere in discussione perfino la legittimità del sistema elettorale.
Ha inoltre denunciato l’influenza di potenti interessi economici e sociali che, a suo dire, cercano di controllare decisioni pubbliche senza passare per le urne. Il premier ha citato, a titolo esemplificativo, lo scandalo relativo all’acquisto di un attico con terrazza da 200 metri quadrati nella regione di Madrid attribuito alla presidente regionale Isabel Díaz Ayuso.
Politiche sociali e investimenti
Nel discorso sono stati elencati anche provvedimenti concreti del governo: aumenti delle borse di studio, potenziamento dei servizi per le dipendenze e rafforzamento del servizio sanitario pubblico. Sánchez ha sottolineato il ruolo dei fondi NextGeneration nel processo di modernizzazione industriale e nella transizione ecologica.

Ha aggiunto che il governo ha promosso misure per favorire l’accesso alla casa e si è rifiutato di rinunciare al welfare per adeguarsi alla richiesta di destinare il 5% della spesa alle forze armate, come evocato in rapporto alla Nato.
Riconoscimenti, errori e appello al voto
Il presidente ha riconosciuto l’esistenza di errori commessi dall’esecutivo e ha ammesso che parte della sua stessa base elettorale prova insoddisfazione per come alcuni interessi siano stati percepiti come prevalenti in Parlamento. Tuttavia ha sostenuto che molte riforme sono state possibili grazie a una maggioranza sociale che ha saputo reagire nelle crisi.
Chiamando gli elettori a scegliere, Sánchez ha descritto lo scenario politico come una scelta tra una presunta regressione promossa dall’estrema destra e la costruzione di una maggioranza progressista più ampia. Ha invitato i cittadini a votare per chi, a suo avviso, può proseguire il percorso di trasformazione sociale e sconfiggere il potere delle élite.











