Home In evidenza Renzi torna a parlare della vicenda Araba: “Bin Salman è mio amico e non mi dimetto!”

Renzi torna a parlare della vicenda Araba: “Bin Salman è mio amico e non mi dimetto!”

by Freelance

Dopo il silenzio assordante, Matteo Renzi ecco che torna a difendersi sulla questione Arabia Saudita: “Non mi dimetto dal board del ‘FII Institute’ (l’organismo controllato dal fondo sovrano saudita, ndr) e non sono in alcun conflitto d’interesse. Non c’è alcun conflitto d’interesse. L’unico interesse in conflitto è di qualcuno che vorrebbe io smettessi di parlare dell’Italia… L’attività parlamentare è compatibile con quella di uno che va a fare iniziative all’estero, su questi temi è tutto perfettamente in regola e legittimo”.

Su Mohammad Bin Salman dice: “È un mio amico, lo conosco da anni. E non c’è nessuna certezza che sia il mandante dell’omicidio Kashoggi. Sul quale peraltro da parte mia c’è una condanna piena evidente. Se voi – ha detto rivolgendosi ai giornalisti – avete certezze sul mandante non è così per l’amministrazione Biden. E io mi fido più di quest’ultima”.

Gli risponde il vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano: “No, Matteo Renzi. Lo dicono Biden e il Dipartimento di Stato Americano. Ma d’altronde uno gli amici se li sceglie”.

E poi aggiunge il senatore di Rignano: “Io non ho preso 80mila dollari per quell’intervista, è un’affermazione falsa”. Poi riguardo all’affermazione sul Rinascimento arabo, “la ridirei. Sono molto convinto che la questione sul nuovo rinascimento arabo sia un tema molto interessante”.

Ma le polemiche non finiscono qui. E il M5S, dall’alto del loro animo giustizialista solo quando si tratta di altri, attacca Renzi: “Ha causato una crisi di governo in piena crisi pandemica e adesso va in giro per il mondo stringendo relazioni che intrecciano il suo ruolo da senatore a interessi privati: dall’Arabia Saudita all’Africa, troviamo sconcertante che Matteo Renzi continui imperterrito i suoi viaggi di affari. Per questo invochiamo che il Parlamento approvi quanto prima una seria e severa legge in materia di conflitto d’interessi. Non sono più tollerabili atteggiamenti simili da parte della classe istituzionale del Paese. Oggi Renzi si nasconde dietro un dito perché difende il suo rapporto privilegiato con Bin Salman spiegando come il principe saudita non sia stato sanzionato dall’amministrazione Biden. Significa quindi che rifarebbe quella conferenza? Non gli interessa il fatto che bin Salman sarebbe il mandante dell’omicidio del giornalista dissidente Jamal Khashoggi? E ancora: quando si dimette da membro del board saudita per incompatibilità con carica da senatore italiano?. Non ci bastano le autointerviste: siamo qui per pretendere che Renzi chiarisca la natura dei suoi viaggi, in Arabia come in Africa, che risponda alle domande in nome della trasparenza e che, soprattutto, chieda scusa agli italiani. Su questo non arretreremo, vogliamo fare luce” concludono i cinquestelle.

Non c’è che dire, la vicenda in questione è caldissima, nonostante la pezza messa dal Senatore di Rignano. Non si tratta di giusto o sbagliato. Sicuramente bisogna chiarire quali siano i motivi per cui prenda tale consulenza dal suo amico di vecchia data Bin Salman, ma la cosa inammissibile è proprio quella legge abominevole che consente ad un Senatore di prendere incarichi e consulenze da Paesi stranieri mentre è in carica.

E’ una legge abominio e bisogna abolirla. E’ necessario arginare questo problema, altrimenti il precedente innescato potrebbe dare la possibilità ad altri stati di mettere le mani sui senatori italiani e pian piano acquisire sempre più potere decisionale a discapito dei cittadini italiani. Unici datori di lavoro dei senatori italiani.

0 comment
FacebookTwitterLinkedinWhatsapp

Potrebbe interessarti

Lascia un commento