Capiremo ben presto se è stata messa una toppa nella commedia politica dentro il Movimento Cinque Stelle. Proprio loro che alla nascita esprimevano sdegno contro i riti, il funzionamento e le opacità della partitocrazia sono rimasti vittime di questo lungo e stucchevole contenzioso tra Conte e Grillo sulle regole interne.
Ora è stata raggiunta un accorso sul nuovo statuto che supera definitivamente il famoso e famigerato Non Statuto. Sono stati mesi in cui ai militanti della prima ora veniva da ridere o piangere, a secondo del grado di attaccamento al Movimento.
Le incredibili e grottesche appendici che hanno paralizzato per mesi i pentastellati, iniziate con il braccio di ferro tra Casaleggio e i maggiorenti dei Cinque Stelle, hanno avuto il loro massimo picco con le polemiche e le dichiarazioni di fuoco che si sono lanciati reciprocamente i due contendenti Grillo e Conte.
Ora è stato raggiunto l’accordo tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte sul nuovo Statuto e a comunicarlo è stato Vito Crimi in assemblea dei gruppi M5S, spiegando la situazione e assicurando che si voterà sul nuovo Statuto e sul presidente del M5S.
“Una chiara e legittimata leadership del MoVimento 5 Stelle costituisce elemento essenziale di stabilità e di tenuta democratica del Paese” ha detto Crimi e, alla presenza della delegazione al governo, ha proseguito dando lettura di un messaggio congiunto di Grillo e Conte che “hanno raggiunto un accordo e definito concordemente la nuova struttura di regole del MoVimento 5 Stelle”.
E quindi, ha proseguito dicendo che “determinante è stato il contributo scaturito dal lavoro svolto dal comitato dei sette che Grillo e Conte ringraziano. Il MoVimento si dota così di nuovi ed efficaci strumenti proiettando al 2050 i suoi valori identitari e la sua vocazione innovativa”.
Dopo gli alterchi che sono intercorsi tra i due ora si sentiranno ancora nei prossimi giorni per definire insieme i dettagli e dare avvio alle procedure di indizione delle votazioni. Anche Luigi Di Maio esprime gioia e sollievo: “Abbiamo sempre creduto nel dialogo e nella mediazione invece che nello scontro e nella polemica. Giuseppe Conte e Beppe Grillo hanno appena concordato di dare il via al nuovo corso del Movimento 5 stelle. Grazie ai sei amici con cui abbiamo lavorato per raggiungere questo obiettivo. Il lavoro di questi giorni si è concluso. Ognuno di noi ha fatto la propria parte per il bene del Movimento e l’accordo sul nuovo statuto segna un punto decisivo per il rilancio di cui tutti conosciamo bene l’urgenza”.
Il presidente della Camera Roberto Fico ha affermato: “Con lo stesso spirito, con il lavoro di squadra, con la capacità di venirsi incontro possiamo fare tanto. E possono farlo Beppe Grillo e Giuseppe Conte, che ringrazio. C’è però ora bisogno – ha ammonito Fico – del contributo di tutti: i parlamentari che quotidianamente portano avanti proposte e battaglie, i consiglieri comunali e regionali impegnati nelle istituzioni ventre a terra, i sindaci sempre in prima linea e decisivi nel rapporto con i cittadini, e tutti gli attivisti che sono il collante col territorio. E’ arrivato il momento di metterci a remare tutti insieme, con l’orgoglio per quello che siamo stati capaci di fare in questi anni e con la convinzione, anzi la certezza di poter fare ancora tanto. Un ringraziamento sincero a Luigi, Vito, Davide, Ettore, Tiziana e Stefano per il prezioso lavoro di questi giorni”.
Altra presa di posizione nel corso dell’Assemblea dei parlamentari M5s da parte del Ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli: ”Abbiamo ottenuto molte cose nei precedenti governi perché eravamo maggioranza anche al governo. Se non avessimo accettato quel testo (modificato) ne sarebbe uscito uno ancora più distante da noi. Abbiamo voluto salvaguardare un percorso parlamentare. Ci sono state richieste d’informazioni da Grillo e da Conte ma nessuna interferenza da loro. Un testo diverso e peggiore avrebbe ostacolato un percorso in Parlamento”.
Soddisfazione viene espressa anche da Laura Castelli: “È un giorno importante per tutti noi. La più grande forza del MoVimento è sempre stata quella di sapersi evolvere, di trarre spunto dalle esperienze per crescere ed affrontare sempre nuove sfide. Lo abbiamo dimostrato in tutti questi anni. Andare avanti insieme è un dovere, anche se alle volte può essere faticoso. C’è da avviare – prosegue Castelli- un progetto chiaro, con una visione di Paese al 2050. Sappiamo quello che vogliamo realizzare, dove vogliamo portare l’Italia, ed in questi anni abbiamo imparato a raggiungere gli obiettivi. Adesso siamo pronti, con Beppe Grillo e Giuseppe Conte parte il nuovo MoVimento 5 Stelle. Il confronto ed il lavoro di squadra pagano sempre”.
L’ultima trincea dello scontro interno era stata determinata dal nodo della riforma Giustizia e si saprà se si è raggiunta davvero l’unità su questo tema tanto caldo.
In precedenza proprio la riforma della Giustizia aveva creato una profonda spaccatura che non è ancora stata risolta, riportata con toni durissimi nell’assemblea congiunta dei gruppi di Camera e Senato.
In tale sede si è dato avvio ad un processo con i quattro “imputati”, i ministri del Movimento che hanno approvato l’intesa sulla giustizia accantonando la proposta precedente del ministro Bonafede e dell’ex presidente del consiglio Giuseppe Conte. Proprio nel momento in cui l’ex premier ha manifestato il suo fermo dissenso alla riforma della prescrizione contenuta nel ddl Cartabia.
Questo fatto evidenzia che, a prescindere dalla riunioni, non tutti i parlamentari del Movimento voteranno il nuovo testo.
Ancora una volta comincia il defatigante lavoro dei pontieri/pompieri Luigi Di Maio, Stefano Patuanelli, Fabiana Dadone e Federico D’Incà che cercano di ricucire lo strappo tra contiani e grillini.
Infatti per il MoVimento si paventa, non solo lo spettro di una divisione tra Grillo e Conte, ma quello della scissione totale. Tuttavia da più parti si contesta vibratamente la presunta e possibile telefonata tra il Garante Grillo a Mario Draghi in cui il comico ha garantito l’appoggio della del Movimento sull’intesa raggiunta da Draghi e i ministri pentastellati durante il Consiglio dei Ministri.
Infine Luigi Di Maio, in versione ultramoderata, ha dato le sue motivazioni sul lavoro in Parlamento: “Non abbiamo potuto ottenere tutto, ma sicuramente abbiamo fatto del nostro meglio, in un momento in cui il M5S è senza guida. Adesso lavoreremo in Parlamento. Senza l’accordo si rischiava di cancellare definitivamente e mandare in frantumi la nostra riforma della giustizia” e ha proseguito puntualizzando che “non è nel mio stile fare post contro amici, fratelli, compagni di mille battaglie politiche. Dopo che chiudi i social, i problemi restano. Se si commettono errori si chiede scusa, ma si agisce sempre in buona fede”.
