Home In evidenza I magistrati scrivono a Mattarella per sollecitare una riforma della giustizia

I magistrati scrivono a Mattarella per sollecitare una riforma della giustizia

by Rosario Sorace

Una missiva con la firma di 67 magistrati è stata inviata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per sollecitare e richiedere la riforma delle toghe. In questa lettere le toghe affermano che sia “intrapreso il cammino per l’eliminazione dei fattori distorsivi dell’imparzialità e buon andamento della funzione di autogoverno, ripristinando la legalità delle sue dinamiche”.

Tra le firme più note ci sono anche quelle del gip di Milano Guido Salvini e di Clementina Forleo del Tribunale di Roma, Lorenzo Matassa di Palermo, Gabriella Nuzzi di Napoli.

In sostanza si sollecita il capo dello Stato anche nel suo ruolo di Presidente del Csm e, in questo appello, si chiede a Mattarella affinché “torni a intervenire con la sua autorevolezza” sullo “scandalo” che ha travolto la magistratura e “continua a imperversare”.

Tra i firmatari vi sono diversi esponenti dei Centouno, il nuovo gruppo presente nell’Associazione Nazionale magistrati che si contrappone alle correnti tradizionali. Nella lettera i magistrati tornano ad insistere sul sorteggio nelle nomina al Csm e la rotazione negli incarichi direttivi.

Si fa riferimento alla riforma del Csm auspicate dal presidente della Repubblica quando due anni fa  scoppiò lo scandalo  e tali modifiche furono “annunciate come imminenti, sono ben lungi dal tradursi in realtà”, e, adesso,  i firmatari della missiva che chiedono innanzitutto “sia finalmente intrapreso il cammino per l’eliminazione dei fattori distorsivi dell’imparzialità e buon andamento della funzione di autogoverno, ripristinando la legalità delle sue dinamiche”.

Si denuncia anche il fatto che le cause abbiano condotto “alla grave delegittimazione di articolazioni essenziali dell’Ordinamento Giudiziario e del Sistema di autogoverno della Magistratura”. I 67 magistrati chiedono di intervenire affinché “sia assicurato l’allontanamento da tali ruoli di coloro che non sono risultati all’altezza del compito”.

“Si resta attoniti e increduli nel constatare, pur a fronte di fatti che imbarazzano varie articolazioni delle istituzioni giudiziarie come mai accaduto in precedenza, una diffusa inerzia rispetto a iniziative che sarebbero tanto naturali quanto doverose”, e segnalano come “tra coloro che sono stati investiti dalle rivelazioni dei mezzi di informazione, infatti, solo una parte, pur significativa ma certamente non completa. Non solo difettano le doverose iniziative delle autorità competenti ma, sotto il profilo disciplinare, si è anche registrata l’adozione di una generale direttiva assolutoria, col conseguente rischio che comportamenti di tale genere, anziché essere sanzionati, siano avallati e ulteriormente incentivati”, continuano i 67 firmatari, che invocano una “radicale riforma dell’Ordinamento giudiziario“, con due provvedimenti “imprescindibili”: l’inserimento del sorteggio nella procedura di selezione dei componenti del Csm e la rotazione degli incarichi direttivi e semi-direttivi”.

“Il sorteggio – sostengono – rappresenta l’unico sistema idoneo a garantire l’imparzialità della funzione di autogoverno”. E la rotazione è “l’antidoto più efficace contro la degenerazione correntizia” e la vera garanzia di un servizio adeguato e di una giurisdizione effettivamente indipendente e imparziale”.

 

 

 

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