Home Attualità Djokovic espulso dagli Australian Open. “La legge è uguale per tutti”. Ma ne valeva la pena?

Djokovic espulso dagli Australian Open. “La legge è uguale per tutti”. Ma ne valeva la pena?

by Romano Franco

Novak Djokovic doveva essere espulso dall’Australia dopo che un tribunale oggi ha respinto il suo ricorso contro l’annullamento del visto australiano da parte del governo sulla base del fatto che la sua decisione di non essere vaccinato rappresentava un rischio per il Paese.

Djokovic aveva fatto appello all’uso dei poteri discrezionali da parte del ministro dell’Immigrazione Alex Hawke per annullare il suo visto sulla base del fatto che rappresentava una minaccia per l’ordine pubblico perché la sua presenza avrebbe incoraggiato il sentimento anti-vaccinazione nel peggior focolaio del virus in Australia. Insomma, tra le righe, una scelta politica e non di sicurezza nazionale; come volevasi dimostrare.

Il presidente della Corte suprema James Allsop ha affermato che la sentenza della Corte federale si basava sulla liceità e legalità della decisione del ministro nel contesto dei tre motivi di ricorso presentati dalla squadra di Djokovic.

“Non fa parte della funzione del tribunale decidere sul merito o sulla saggezza della decisione”, ha detto Allsop, aggiungendo che la decisione è stata unanime tra i tre giudici. Il ragionamento completo alla base della decisione sarebbe stato rilasciato nei prossimi giorni, ha affermato.

Non è stato immediatamente chiaro quando il governo avrebbe cercato di rimuovere Djokovic.

Il verdetto porta al culmine le montagne russe di 10 giorni durante i quali il miglior tennista del mondo è stato arrestato dalle autorità dell’immigrazione, rilasciato e poi nuovamente trattenuto in vista di un torneo che inizierà lunedì.

Il campione serbo è stato scortato nel suo ufficio legale da funzionari dell’immigrazione per partecipare all’udienza del tribunale virtuale domenica mattina, dopo aver trascorso la notte di sabato in un hotel di detenzione per immigrati.

A Djokovic era stato concesso un visto per entrare in Australia, con un’infezione COVID-19 contratta il 16 dicembre fornendo la base per un’esenzione medica dai requisiti di vaccinazione dell’Australia per giocare all’Open. L’esenzione è stata organizzata tramite Tennis Australia.

Tale esenzione ha suscitato una rabbia diffusa in Australia, che ha subito alcuni dei più severi blocchi al mondo per il COVID-19 e dove oltre il 90% degli adulti è stato vaccinato, e il governo ha affermato che la recente infezione da sola non soddisfa i suoi standard per un’esenzione.

Dominando i titoli dei giornali a livello globale per più di una settimana, la saga dei visti di Djokovic ha alimentato l’acceso dibattito sui diritti di coloro che scelgono di rimanere non vaccinati mentre i governi adottano misure più forti per proteggere la propria popolazione dalla pandemia.

Le regole e le leggi sono uguali per tutti. Ci mancherebbe! Ma il torneo di tennis Australian Open è un torneo internazionale famosissimo e, in quanto tale, dispone di leggi e regolamenti interni.

Cosa sarebbe successo se Djokovic fosse provenuto da un Paese ancora privo di vaccini o se si fosse inoculato un farmaco non riconosciuto dall’autorità nazionale. Anche in quel caso le leggi sarebbero rimaste sempre uguali per tutti?

Di sicuro in questo caso il concetto di “legge uguale per tutti”, non esiste, perché trattasi di fattispecie; nel caso giuridico. E’ come il ragionamento della Banca di interesse troppo grande per fallire.

Dietro alla scelta di Djokovic e dell’Australia, di riflesso, ci sono tante altre persone innocenti che vanno a perderci per questa scelta stupida.

Primi fra tutti troviamo gli sponsor, che hanno investito ingenti somme sul torneo, come sul giocatore; poi, ci sono i tifosi di tennis, che si aspettavano di vedere il numero uno al mondo nel torneo dove ha vinto di più; e il danno più grave la subisce la competizione stessa, che verrà boicottata da molti perché ha ormai ha perso di interesse senza il migliore.

La domanda che si pone, oggi, al governo australiano è: Ne è valsa la pena creare un caso internazionale sulla questione?

Non era meglio invece imporre a Djokovic condizioni più restrittive, con isolamento costante, tamponi e altre misure sulla sicurezza; ma farlo giocare comunque, piuttosto che mettere in scena questa telenovelas?!

Ahi Caramba! Djokovic è stato spedito a casa. Evviva! Finalmente la legge diventa uguale per tutti. Direbbero in molti.

Ditelo a Musk dopo che l’anno scorso ha guadagnato quanto il Pnrr italiano se la legge sia o meno uguale per tutti. Sono altre le ingiustizie a questo mondo cari amici.

Negare a Djokovic la possibilità di giocare agli Open di Australia ha fatto perdere tutti e, non farlo giocare, ha dato solo la possibilità a gente senza merito di avere qualche chance in più.

Uno Stato liberale educa il cittadino e diffonde valori giusti quali il rispetto altrui e l’empatia, uno Stato totalitario impone e punisce. Sono davvero poche le prove di vivere nella prima tipologia di società. Avanti!

Potrebbe interessarti

1 comment

CITI FABIANO 16 Gennaio 2022 - 15:07

Ma il grande tennista è il simbolo contro cui le autorità hanno vinto la loro battaglia, facendo credere al semplice cittadino che, lui può stare tranquillo.
Io non lo sono per nulla, vedo tanta malvagità in questa guerra del vaccino obbligatorio a prescindere.
Autorità che di legale hanno ben poco perché all’oscuro di ciò che propongono anche se i soldi bastano per giustificare.
La cosa che più mi fa paura è il livello di odio che naviga tra noi mister nessuno che, favorisce chi la legge la fa, te la fa e, la disfa a suo piacimento.

Reply

Lascia un commento