Home Attualità Crosetto si guadagna la pagnotta e, in tempi di crisi, promette di aumentare la spesa militare

Crosetto si guadagna la pagnotta e, in tempi di crisi, promette di aumentare la spesa militare

by Romano Franco

I governi si susseguono ma nulla pare cambiato nel nostro Paese.

Nonostante l’evidente crisi economica, scaturita da una forte carenza energetica e dalle sanzioni contro la Russia, il Paese si troverà ad affrontare ben presto una spesa ingente di armi.

La situazione odierna sta mettendo in ginocchio la nazione e il governo dei superficiali pensa a munizioni e baionette.

Del resto, il povero Crosetto deve pur giustificare in qualche modo la stecca presa da Leonardo in tutti questi anni.

E così l’ex presidente di AIAD, l’importante associazione di categoria che raccoglie quasi 200 aziende nel settore della difesa e delle armi, non perde tempo e sostiene che tra le emergenze dell’Italia ci sia la spesa al riarmo. Come se aumento di pane e viveri potesse essere arginato dall’introduzione di più armi.

Senza entrare troppo nel dettaglio l’ex consulente di Leonardo dice che non è una contraddizione parlare di pace mentre si aumentano le spese militari.

Le spese in armi nel 2028 dovrebbero essere quantificabili a 104 milioni di euro al giorno. Quasi 40 miliardi l’anno. Che con un Pil in netta caduta libera dovrebbero arrivare a rappresentare più del 2% di quanto promesso.

Ma Crosetto dice che “la pace non è mai gratis, è inutile pensarlo”, come se la spesa affrontata sino ad ora ci avesse portato in guerra.

La giustificazione di Crosetto rasenta l’idiozia e, improvvisandosi a generale fulminato, tra le righe dice che il miglior modo per ottenere la pace è tramite il coltello.

Il ministro della Difesa ha inoltre dato per scontato il varo di un sesto pacchetto per l’invio di armi a Kiev, notoriamente contrario al volere di gran parte dei cittadini italiani.

In occasione delle celebrazioni dell’Unità nazionale e della festa delle forze armate, Guido Crosetto ha tenuto a precisare quale sarà la strategia che intende seguire il governo di Centrodestra: “Il 4 Novembre è una ricorrenza che celebra la fine di un conflitto, e dunque la pace. Anche in questo ambito il ruolo delle Forze Armate è di primaria importanza: sulla Vostra efficienza e capacità di deterrenza si fonda, infatti, un avvenire di concordia”.

“Occorre ricordarlo, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da minacce irresponsabili e continuative alla pace tra le nazioni”, ha aggiunto Crosetto.

Tuttavia continuando a giustificare la spesa inutile e idiota, proprio mentre la gente non sa più come riscaldarsi, illuminarsi o mangiare; il nuovo ministro della Difesa vende la sua solfa a buon mercato e, mettendo in evidenza la guerra tra Kiev e Mosca, dice che pensa alla “drammatica e illegittima aggressione all’Ucraina, cui stiamo cercando, come Paese e al fianco dei nostri Alleati, di rispondere, con ogni sforzo, per giungere a una cessazione del conflitto che tuteli i diritti inderogabili dell’aggredito”.

Questo perché, conclude Crosetto, “la libertà non è, infatti, un bene voluttuario, cui si possa rinunciare”.

Insomma, una specie di secondo emendamento nudo e crudo che intende giustificare i grossi introiti portati alle industrie belliche a lui molto care.

“Cari italiani, non vorrete mica che re Giorgio vi comandi a bacchetta?!”.

Ma contro l’inno alle armi di Guido Crosetto arriva la risposta dura del Papa. Il pontefice, rimasto tra i pochi a spingere per fermare le ostilità e tagliare le spese militari o quantomeno non aumentarle visto che ci sono ben altre emergenze socio-economiche, anche ieri ha tenuto a mandare un messaggio di pace.

Durante il Forum per il Dialogo in corso ad Awali, in Bahrein, Bergoglio ha chiesto che “si ponga fine alla guerra in Ucraina e si avviino seri negoziati”.

Bergoglio dice che il mondo ultimamente ha perso la bussola, avvicinandosi pericolosamente sull’orlo del baratro.

Questo perché, prosegue il papa, “pochi potenti si concentrano in una lotta risoluta per interessi di parte, mentre la popolazione mondiale è afflitta da gravi crisi alimentari, ecologiche e pandemiche”.

Ma Francesco non utilizza mezze misure e il suo messaggio è rivolto ai potenti del mondo che, come Crosetto, giocano “con il fuoco, con missili, bombe e con armi che provocano pianto e morte”. Una specie di babilonia a cui non serve altra benzina per ardere.

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