Le elezioni di Midterm sono alle porte e il New York Times, come di consueto, inizia a screditare i suoi avversari politici. Secondo la rivista newyorkese, l’invasione russa dell’Ucraina sarebbe stata appoggiata da Donald Trump in persona nel 2016.
Un vero e proprio patto scellerato che avrebbe portato l’ex presidente alla Casa Bianca, sempre secondo il magazine statunitense, ad assumere il comando dello Studio Ovale.
“La storia non raccontata del Russiagate e la strada verso la guerra in Ucraina”, scrivono nell’inchiesta giornalistica.
L’ipotesi scellerata del quotidiano newyorkese è che l’aiuto del Cremlino per l’elezione di Trump mirasse fondamentalmente a ottenere l’appoggio del tycoon per uno smembramento dell’Ucraina ad opera di Mosca.
La ricostruzione del New York Times è basata sulla revisione di centinaia di pagine di documenti dell’indagine sul Russiagate del superprocuratore Robert Mueller della commissione intelligence del Senato, delle udienze di impeachment di Trump, nonché su interviste con quasi cinquanta persone negli Stati Uniti e in Ucraina.
Robert Mueller, ex direttore dell’Fbi, potrebbe avere diversi moventi per voler punire Trump. Uno dei tanti riguarda proprio la desecretazione di file Top Secret che celavano segreti anche di Cia ed Fbi.
Tra i file desecretati da Trump c’erano anche documenti riguardanti l’uccisione di Kennedy che hanno portato finalmente alla luce il coinvolgimento del Federal Bureau e della Cia nel complotto per assassinare uno dei presidenti più amati della storia d’America, messo a tacere dallo scandalosissimo insabbiamento della commissione Warren.
Non è la prima volta che il New York Times compromette la propria credibilità a favore delle agenzie di Intelligence. Uno degli eventi che ha compromesso la veridicità dei fatti enunciati dalla rivista di New York è proprio l’omicidio di John Fitzgerald Kennedy che, secondo la rivista, è stato eseguito da Lee Oswald e nessun altro, escludendo a priori verità che hanno più e più volte messo in dubbio logiche abbastanza banali.
La vendetta si sta consumando. La caccia alle streghe per screditare Donald Trump è cominciata e vede coinvolta la stampa statunitense e internazionale sotto il comando silenzioso delle agenzie di Intelligence che rappresentano di fatto il vero potere esecutivo degli Usa.
Lo scandalo inchiesta non porta alla luce proprio nulla se non l’evidente tentativo di screditare un personaggio che di sicuro ha fatto sciocchezze, ma che si presenta come una scheggia impazzita, scomoda e che non può essere controllata dalla stampa o dalle agenzie nazionali di sicurezza, come il buon vecchio Biden.
