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Campagna Elettorale: Ultimo Atto

by Bobo Craxi

Lunedì sera conosceremo infine i nomi di due altri sindaci di capoluoghi di Regione del nostro Paese, in particolare quello della Capitale d’Italia, oltre a quelli di altri numerosi comuni del Paese che sono andati al ballottaggio, ricordo su tutti Cosenza, dove lotta per diventare primo cittadino l’avvocato Franz Caruso, un nostro caro compagno, a cui va il mio pensiero ed incoraggiamento.

Ho partecipato, come è noto, alla campagna elettorale romana cercando di portare un contributo di passione politica ed anche di idee in un tempo molto breve ed il risultato oggettivamente scarso é tuttavia figlio di un impegno ed una giustificata speranza per il futuro.

Alla fine come era prevedibile nella capitale si scontrano le coalizioni politiche che sono il prodotto pressoché strutturale del sistema che si è installato all’indomani della fine della prima Repubblica.

Il risultato delle due alternative alle coalizioni tradizionali, ovvero quello del movimento cinque stelle e della sua candidata Raggi, la sindaca uscente e quello dell’outsider Carlo Calenda, il deputato del partito democratico già esponente del partito di monti che ha tentato la scalata al Campidoglio tuttavia segnalano che l’offerta politica italiana ha bisogno di segnali di novità.

Due opzioni, entrambe di segno populista, l’una in eterno conflitto con le istituzioni e gli establishment, l’altra di segno più riformatore e per la responsabilità di governo insofferente ai ritardi ed alle incrostazioni della politica partitica.

Al fine si confrontano Roma figure politiche che sono le espressioni dei partiti che in questi trent’anni che hanno sostituito la centralità comunista e democristiana nella Capitale.

Il Partito Democratico ha scelto nella sua classe dirigente l’uomo che ha gestito dal governo la difficile fase della pandemia dal ministero dell’economia, un intellettuale che ha maturato una buona esperienza europea che ha saputo mescolare la tradizione culturale di provenienza con le esperienze moderne delle socialdemocrazie oggi più vitali in Europa.

Ora dovrà essere messo alla prova con la gestione dell’amministrazione di una grande Città, con i suoi enormi problemi ma con le risorse che in questa fase non mancheranno grazie al sostegno ed alla visione di un Governo che comprende quanto il rilancio della Capitale sia necessario per il Paese.

L’unica opposizione al Governo Draghi ha scelto un uomo proveniente dall’attività forense ma, sostanzialmente, prodotto politico della rutilante attività culturale di una Radio romana.

Michetti rappresenta antropologicamente un tipo di Romano, difficile farselo stare antipatico perché antipatico non lo è affatto.

È un paradosso di battute, gaffes, che alla fine gli vengono perdonate perché é un ideal-tipo che assomiglia allo stereotipo dell’abitante della Capitale.

Lasciatelo dire a me che sono cittadino di Roma, non romano, e che ama questa città proprio per l’estroversione dei suoi cittadini.

Perderà voglio dire, con tutto l’onore delle armi, perché è stato scaraventato dentro una competizione elettorale non avendo la più pallida idea di che cosa fosse la lotta politica ed il misurarsi con i complessi problemi del nostro tempo specialmente in una grande città.

E d’altronde uno dei deficit più grandi della destra italiana quello di rappresentare certamente un sentimento largo del Paese ma non riuscire a trasformare questo oggettivo sentimento in una proposta politica seria, concreta, che possa rifarsi alle esperienze dei conservatori europei o a quella dei Repubblicani americani.

E questa debolezza lascia spazio alla nuova eversione estremistica, prima grottesca (ricordiamo le citofonate di Salvini agli spacciatori) e poi pericolosa come è accaduto nell’assalto alla CGIL.

Oggi saremo in piazza a portare la solidarietà al sindacato italiano fatto oggetto di un odioso attacco politico. Torno a ripetere che è più che ritorno all’antifascismo le organizzazioni sindacali devono invocare il ritorno ad una politica riformista, che sappia venire incontro alle ansie di una popolazione che dimostra le sue inquietudini per l’avvenire, per un mondo del lavoro che non ha risolto fino in fondo a tutte le questioni che sono state poste dall’aggressività del Capitalismo senza regole che ha prodotto l’esplosione delle diseguaglianze venute alla luce con la pandemia.

C’è per questa ragione un nuovo ruolo per i riformisti di questo Paese, spetta tuttavia a loro innanzitutto sapersi organizzare, far valere la propria voce, uscire dagli splendidi isolamenti di sigle e siglette che non riescono a produrre da sole una politica utile e virtuosa. Penso e spero che i socialisti possano fare la loro parte.

Nel frattempo contribuiamo a dare alle nostre città una nuova governabilità e dei sindaci che sappiano essere all’altezza di queste sfide.

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