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Il segretario generale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco, chiede scelte politiche nette per sbloccare il settore degli appalti e affrontare la crisi della casa. Tra le proposte emergono una programmazione pluriennale delle opere, una revisione organica del Codice dei contratti e l’istituzione di una Zona economica speciale per il settore abitativo.
Priorità: programmazione e governance degli appalti
Per Di Franco il punto di partenza è chiaro: serve una pianificazione sul lungo periodo per le opere pubbliche e il comparto delle costruzioni. Senza orizzonti certi, sottolinea il sindacato, è difficile assicurare qualità progettuale e stabilità per le imprese.
Fillea-Cgil propone una Zes per la casa per tutelare il diritto alla casa e attirare investimenti
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Il leader della Fillea mette anche in rilievo la necessità di ridefinire il ruolo delle stazioni appaltanti e di rivedere in profondità le norme che regolano gli appalti. Secondo lui, la legislazione vigente non garantisce più gli strumenti adeguati per premiare la qualità e la sostenibilità dei lavori.
I fattori che oggi bloccano cantieri e commesse
Di Franco indica diversi nodi critici che stanno creando un “collo di bottiglia” nel sistema: riserve economiche consistenti, varianti non finanziate e formule di aggiudicazione che possono mascherare ribassi eccessivi.

Sul tavolo ci sarebbero, a suo avviso, problemi concreti come fenomeni di corruzione e di caporalato e l’aumento dei costi delle materie prime. Nel complesso, afferma il sindacato, la situazione rischia di scaricarsi soprattutto sugli enti locali.
Questi ultimi potrebbero trovarsi costretti a rimodulare o cancellare altri progetti pubblici per trovare risorse necessarie al completamento delle opere in corso. Nel solo perimetro di RFI e ANAS, evidenzia Di Franco, si segnalano oltre 30 miliardi di riserve.
Domande al governo e le proposte della Fillea
La Fillea rivolge al governo tre interrogativi concreti: ha la volontà di completare le opere avviate senza paralizzare il Paese? Riconosce gli effetti distorsivi del caro materiali sulla qualità del lavoro? Vuole superare il massimo ribasso per puntare su qualità e sostenibilità?
Per rispondere a questi problemi il sindacato chiede prima di tutto una precisa volontà politica e, subito dopo, una riforma organica del Codice dei contratti che riorienti le gare verso criteri di qualità.
Una Zona economica speciale per la casa
Sul fronte abitativo, la proposta è quella di istituire una Zes dedicata alla casa. L’idea è usare leve fiscali per attirare investimenti, sostenere le fasce più vulnerabili e favorire canoni di locazione e condizioni di accesso al credito più contenute.
Di Franco precisa che queste misure dovrebbero rispettare il ruolo centrale dei Comuni nelle scelte urbanistiche e porsi come alternativa alla ricetta esclusivamente finanziaria che, a suo avviso, non ha dato risposte sufficienti. L’obiettivo dichiarato è coniugare diritto alla casa, sviluppo e investimenti in chiave sociale.











