Una nuova cartografia a Roma unisce dati e immagini per interpretare il presente

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Dal 5 ottobre 2026 fino a febbraio 2027 la Casa delle Arti Transmediali di Roma, Liminal Space, ospita Media Cartographies — un ciclo di residenze che esplora come dati e tecnologie rimodellino la nostra percezione del mondo. Il programma, promosso da Re:humanism con NABA e RUFA, mette in campo sei progetti tra installazioni, performance e ambienti audiovisivi e interattivi.

Obiettivo e impostazione

Media Cartographies indaga la “mappa” come strumento di lettura della relazione tra immagini, informazioni e sistemi tecnologici contemporanei. Al centro della riflessione ci sono strumenti come algoritmi, intelligenza artificiale, dataset, infrastrutture digitali e ambienti immersivi, usati per interrogare non soltanto la tecnica ma anche gli effetti quotidiani sulla nostra capacità di vedere e comprendere.

Il programma segue una fase formativa svolta tra il 4 giugno e l’8 luglio 2026 e un percorso di tutoraggio individuale. Ogni residenza dura una settimana e si conclude con due giornate di open studio aperte al pubblico, pensate per mostrare le nuove produzioni in progress.

I progetti in residenza

Tommaso Cherubini e Lorenzo Ciccarelli (5–11 ottobre; open studio 9–10 ottobre). Il loro progetto, MEDIAMORPHOSIS, parte dalla divulgazione scientifica per seguire la migrazione della conoscenza dai contesti educativi tradizionali alle piattaforme digitali. Archivi e visualizzazioni dinamiche diventano materia di un’installazione audiovisiva immersiva che mette in luce come i media trasformino il modo in cui apprendiamo e percepiamo i contenuti.

Giacomo Baccega (2–8 novembre; open studio 6–7 novembre) presenta Circe’s Trick: Seeking Topographic Amnesia II. Tra video essay e installazione interattiva, il progetto usa il richiamo al mito di Circe per riflettere sul ruolo dell’immagine nella costruzione e, talvolta, nella cancellazione della realtà.

Gabriele Barbagallo e Sofia Salerno (23–29 novembre; open studio 27–28 novembre) propongono Sguardi dal cielo, una performance che prende il drone come punto di partenza. Il dispositivo si muove tra uso ludico e funzione di sorveglianza; il suo movimento viene letto come una cartografia instabile che rimodella il rapporto tra corpo, macchina e paesaggio naturale.

Livia Ribichini (14–20 dicembre; open studio 18–19 dicembre) con Sensing Rome trasferisce la cartografia sul piano del corpo. Percorrendo la città, l’artista raccoglie dati biometrici della propria esperienza e li converte in una mappa dinamica e in un’installazione luminosa che lega percezione, emozione e territorio.

Lucrezia Della Balda (11–17 gennaio 2027; open studio 15–16 gennaio) lavora a Πρόθεσις, un concerto acusmatico e un’installazione scultorea in cui la voce è materia da ricostruire. Attraverso tecniche di intelligenza artificiale il progetto immagina il ritorno di voci perdute della tragedia greca, creando un coro artificiale e androgino che mette in gioco memoria, identità e presenza.

Martina Carbone (8–14 febbraio; open studio 12–13 febbraio) chiude il ciclo con Cartographies of Pre-Mediation, una performance che sfrutta dati astronomici open source e calcoli in tempo reale per generare costellazioni variabili. La partecipazione del pubblico influisce sulle forme prodotte, aprendo una riflessione sulla trasparenza e le condizioni della visibilità nei sistemi computazionali.

Il filo che attraversa l’intero programma è la domanda su quanto della nostra esperienza del reale sia già mediata da processi di selezione, traduzione o elaborazione. Invece di fornire un’unica risposta teorica, Media Cartographies favorisce pratiche: immagini, ambienti e dispositivi che rendono visibili quei passaggi e ne mostrano le conseguenze concrete, dal biomonitoraggio urbano alle costellazioni generate in tempo reale.

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