La galleria Simondi apre la nuova sede al Palazzo Scaglia di Verrua a Torino

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La Galleria Simondi apre una nuova sede a Torino e la inaugura con una collettiva che mette in campo quindici voci per leggere il presente. L’esposizione, pensata come prima tappa di un progetto in più capitoli, riunisce opere su vari linguaggi per stimolare attenzione e riflessione.

Un’esposizione corale

La mostra — intitolata Inspira. Trattieni. Espira. — presenta un’opera per ciascuno degli artisti della galleria. La selezione punta sulla pluralità di sguardi: dal documentario al progetto site-specific, dalla scultura al video.

Sale espositive con opere di diversi linguaggi in mostra corale
La collettiva riunisce quindici voci e opere in vari linguaggi.

In mostra figurano, tra gli altri, Chiara Baima Poma, Botto&Bruno, Fatma Bucak, Roberto Casti, Paola De Pietri, Francesca Ferreri, Eva Frapiccini, Giulia Iacolutti, Emily Jacir, Marguerite Kahrl, Lala Meredith-Vula, Laura Pugno, Victoria Stoian, Flaminia Veronesi, Morigen Yan.

Temi che guardano il presente

Molte opere affrontano questioni sociali e politiche: si indagano fragilità dei legami comunitari, pratiche di cura e le dinamiche delle periferie urbane. Alcuni lavori indagano i confini fisici e simbolici, le migrazioni e le tensioni geopolitiche.

Il percorso include contributi che toccano la questione palestinese e il post‑conflitto nei Balcani, affrontati attraverso memoria, identità e paesaggio. Altri artisti si concentrano sulla memoria collettiva e sui traumi archiviati nel tempo. Temi di identità personale e vulnerabilità emotiva scandiscono la ricerca pittorica e fotografica.

Non manca un focus sulle ecologie: da un approccio sonoro ai sistemi viventi fino a riflessioni sulle trasformazioni ambientali e climatiche. Qui il paesaggio si propone come una sorta di archivio del presente, mentre alcune opere esplorano visioni più surreali o fantastiche della fragilità del vivente.

Spazio, luce e rete culturale

La nuova sede si trova nel Palazzo Scaglia di Verrua, in Via Stampatori. Le grandi vetrate che si affacciano sul giardino conferiscono agli ambienti un rapporto diretto con l’esterno e trasformano lo spazio espositivo in un luogo di calma nel centro cittadino.

Grandi vetrate della galleria con vista sul cortile e un grande albero
Le vetrate collegano lo spazio espositivo al giardino del Palazzo Scaglia di Verrua.

Il cortile, caratterizzato dalla presenza di un grande albero al centro, è condiviso con la Galleria Persano e con l’editore indipendente Hopeful Monster. Questa prossimità è pensata come una scelta di rete: tre realtà che dialogano e provano a rilanciare la scena dell’arte contemporanea torinese.

Ritmo espositivo e informazioni pratiche

L’allestimento invita a rallentare e a dedicare attenzione al gesto del guardare. Foto, installazioni, suono, video e scultura si alternano per offrire punti di lettura diversi e complementari.

La mostra è visitabile fino al 10 ottobre 2026. Il secondo capitolo del progetto, intitolato Ingredienti per pensare, inaugurerà sabato 24 ottobre, dalle 18 alle 20.

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