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I dati Istat descrivono un arretramento dell’agricoltura italiana che mette a rischio la capacità del Paese di produrre alimenti di base. Per provare a invertire la tendenza, NaturaSì ha avviato una campagna che chiede ai consumatori un piccolo contributo sul prezzo del pane.
Un settore in contrazione
Le statistiche Istat mostrano una perdita significativa di terreno per l’agricoltura nazionale. Tra il 2003 e il 2023 il numero di aziende agricole è calato del 42%, mentre la superficie agricola utilizzata si è ridotta del 6,3%.
Calo della produzione e importazioni in aumento: 20 centesimi per difendere il grano italiano
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Il quadro produttivo si è alterato anche per le materie prime più simboliche del made in Italy. Se nel 2006 produzione e importazioni di frumento erano quasi in equilibrio, nel 2025 l’Italia ha importato circa 97 milioni di quintali di grano a fronte di una produzione nazionale di circa 59,5 milioni.
Uno dei fattori determinanti è il livello dei prezzi. Durante la recente campagna di raccolta, alla Borsa di Bologna il grano tenero biologico è stato quotato intorno a 33 centesimi al chilo, il convenzionale a 22 centesimi. Prezzi così bassi rendono difficile coprire il lavoro e i costi di produzione e spingono molte aziende a cessare l’attività.
Rischi di dipendenza e ruolo delle politiche
Il governo guidato da Giorgia Meloni ha incluso la sovranità alimentare tra le priorità istituzionali, dando al tema un ministero dedicato. Tuttavia, l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche e della crisi climatica complica l’affidabilità delle forniture per settori strategici.
Questo contesto aumenta il rischio che l’Italia diventi ancora più dipendente dalle importazioni, con possibili ripercussioni sull’intera filiera alimentare.
La proposta di NaturaSì: 20 centesimi in più per il pane
Per una risposta immediata, NaturaSì ha lanciato la campagna “20 centesimi oggi per avere pane anche domani”. L’iniziativa invita i clienti a riconoscere 20 centesimi aggiuntivi per ogni chilo di pane acquistato, in modo da trasferire un aumento diretto al produttore.

Nel circuito NaturaSì i produttori già ricevono un premio rispetto alla quotazione di Borsa: tra i 7 e i 12 centesimi al chilo in più per il grano tenero e duro, e tra i 4 e i 7 centesimi per il farro. Sommandovi il contributo dei clienti, gli agricoltori riceveranno complessivamente 20 centesimi al chilo in più rispetto alla quotazione della Borsa di Bologna del 27 agosto 2026. Secondo NaturaSì, questo incremento corrisponde a un aumento del prezzo pagato all’agricoltore di circa il 60%.
Il costo per il consumatore è contenuto: chi consuma un etto di pane al giorno dovrebbe sostenere circa 2 centesimi al giorno, pari a circa 60 centesimi al mese.
Tra consapevolezza e cambiamenti strutturali
Per il maestro panificatore Davide Longoni, della Scuola del Pane e dei Luoghi di MadreProject, l’obiettivo è mantenere un collegamento tra suolo, comunità agricole e competenze artigianali legate alla panificazione.
Fabio Brescacin, presidente di NaturaSì, ha sottolineato che l’iniziativa punta a «creare consapevolezza e sostenere chi ci garantisce il cibo quotidianamente», definendola «un piccolo passo» verso la definizione di un giusto prezzo e la costruzione di una comunità del cibo capace di favorire un’agricoltura rigenerativa.
La campagna mira dunque a coinvolgere direttamente i consumatori in una risposta immediata, pur restando chiaro che le trasformazioni di mercato e le politiche necessarie per invertire il declino avranno tempi più lunghi e richiederanno interventi strutturali.











