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Il governo annuncia a Bruxelles la richiesta di flessibilità temporanea sul bilancio per affrontare i costi dell’energia, chiedendo il massimo margine disponibile per la sicurezza energetica ma limitando l’incremento delle spese militari. Lo ha spiegato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al suo arrivo alla Camera per le comunicazioni sulla clausola di salvaguardia nazionale.
Cosa intende chiedere l’Italia
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Giorgetti: all’Europa chiederemo misure forti per l’energia, sulla difesa ci limitiamo allo 0,9%
Secondo quanto illustrato dal ministro, Roma chiederà l’intero spazio consentito per la tutela dell’approvvigionamento energetico: si tratta di un margine pari a 0,6% del Pil. Per le voci legate alla difesa, invece, il governo non utilizzerà l’intera dotazione disponibile e si fermerà a 0,9%.

Giorgetti ha ricordato che la clausola iniziale riguardava le spese per la difesa, fissate a 1,5% all’anno. Nei dettagli comunicati dal ministro, «nell’ambito di questo 1,5% uno 0,3% all’anno, per un massimo di 0,6, può essere dedicato alla sicurezza energetica». La scelta dell’esecutivo, ha aggiunto, sarà dunque orientata a ottenere tutto il margine possibile per l’energia e a contenere invece l’incremento per la difesa.
Il ruolo della Commissione europea sulle spese ammissibili
Sul tema dell’eventuale retrodatazione delle spese — in particolare la possibilità di considerare costi sostenuti a partire dal 28 febbraio — Giorgetti ha precisato che non è una decisione autonoma dell’Italia. Sarà la Commissione a stabilire quali tipologie di spesa possono essere conteggiate e da quale data esse siano ritenute maturate.

«La decisione della Commissione europea precisa il tipo di spese, da quando esse siano maturate e che si possono utilizzare», ha detto il ministro. In pratica, Roma dovrà muoversi entro i vincoli e le indicazioni fissati a livello comunitario.
Giorgetti ha inoltre osservato che la Commissione ha «fatto molta fatica a concedere questa eccezione sull’energia», riuscendo però a delimitarne l’ambito a spese specifiche. Da parte italiana c’è quindi la volontà di sfruttare il massimo margine per l’energia, subordinata però alle prescrizioni europee.
I prossimi passi
Il governo presenterà a Bruxelles la richiesta formale e attenderà le determinazioni della Commissione su criteri e ammissibilità. Nel frattempo, sulle scelte finali peserà l’interpretazione comunitaria dei limiti e delle spese che potranno essere giustificate sotto la clausola.











