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La capitale ucraina è stata colpita da nuovi raid notturni: una serie di esplosioni pochi minuti dopo la mezzanotte ha interessato diversi quartieri di Kiev, mentre droni ucraini avrebbero preso di mira la base aerea russa di Engels. Intanto il Parlamento ha approvato il capo di Naftogaz come nuovo primo ministro in un rimpasto voluto da Volodymyr Zelensky.
Attacchi nella notte e vittime
Poco dopo la mezzanotte si sono registrati lampi nel cielo sopra Kiev e almeno una dozzina di detonazioni, secondo corrispondenti sul posto. Il sindaco Vitali Klitschko ha detto che sono stati colpiti i quartieri di Sviatochynskyi e Darnytskyi, dove in quest’ultimo i detriti di missili hanno colpito edifici non residenziali.
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Nel distretto di Sviatochynskyi un magazzino risulta danneggiato. Le autorità locali hanno inoltre riferito di almeno due morti e alcuni feriti per l’attacco con missili balistici nella zona orientale di Kiev.
La notte ha registrato anche vittime al di fuori della capitale: a Zaporizhzhia un attacco con bombe guidate ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre tre, con incendi e edifici privati distrutti, secondo quanto riportato da Ukrinform e dalle autorità locali.
Droni su Engels e altri fronti
Canali russi e fonti locali segnalano che droni ucraini hanno colpito la base aerea di Engels-2, nell’oblast di Saratov, provocando incendi visibili nei video e foto pubblicati sui social. Engels ospita reggimenti e bombardieri strategici e si trova a circa 600 chilometri dalla linea del fronte.
Da Mosca sono arrivate anche segnalazioni di attacchi e interruzioni di corrente nella città di Engels. Sempre oggi le autorità russe hanno attribuito a Kiev lanci di oltre 200 droni verso l’area di Mosca, sostenendo che la maggior parte sia stata neutralizzata; alcuni mezzi sono stati invece abbattuti in avvicinamento alla capitale.
Altri episodi riportati nelle ultime ore includono presunti raid ucraini nella regione di Belgorod, con cinque feriti tra cui due minorenni, e dichiarazioni del ministero della Difesa russo sull’abbattimento di locomotive usate per rifornimenti militari verso l’Ucraina.
Rimpasto di governo e tensioni interne
Sul versante politico, il Parlamento ucraino ha dato il via libera alla nomina di Sergiy Koretsky a primo ministro, su proposta del presidente Volodymyr Zelensky. La decisione è avvenuta in concomitanza con il rimpasto che ha portato al cambio al vertice del ministero della Difesa.
Zelensky ha inoltre incaricato Yevhenii Khmara come ministro della Difesa ad interim, sottolineando la necessità di una strategia a lungo termine e di mezzi adeguati per le forze di sicurezza. Khmara, ha detto il presidente, ha esperienza nelle operazioni tecnologiche di combattimento, un ambito ritenuto centrale per la difesa ucraina.
La rimozione dell’ex ministro Mykhailo Fedorov ha scatenato proteste in diverse città: centinaia di persone a Kiev hanno manifestato contro il provvedimento, reclamando il suo ritorno. Fedorov ha rifiutato l’offerta di diventare consigliere del presidente e ha denunciato uno scontro con il comandante in capo delle forze armate, Oleksandr Syrskyi, che avrebbe ostacolato iniziative del ministero.
Reazioni internazionali e dichiarazioni pubbliche
Da Mosca, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha minimizzato l’importanza del cambio alla guida del dicastero della Difesa ucraino, affermando che ciò che conta è la presenza di decisioni che possano condurre a una soluzione di pace. Il Cremlino ha inoltre ribadito la disponibilità russa a negoziati, pur senza prospettive immediate di ripresa.
In Italia, il vice premier Matteo Salvini ha espresso dubbi sull’efficacia delle sanzioni verso Mosca, auspicando che non si moltiplichino ulteriori pacchetti restrittivi senza risultati concreti sul cessate il fuoco.
Cosa cambia per i civili e per il fronte
L’accavallarsi di attacchi militari e di un rimpasto politico chiave per la difesa rende la situazione ucraina particolarmente complessa. Sul piano pratico, le autorità devono fare i conti con danni materiali, vittime civili e la necessità di garantire continuità nelle forniture e nelle operazioni di difesa.
Resta da vedere come la nuova leadership politica e le nomine al ministero della Difesa influiranno sulle scelte operative nei prossimi giorni, mentre sul terreno proseguono scambi di attacchi e accuse tra le parti.











