Mostra sommario Nascondi sommario
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha deciso di proteggere i mercantili italiani nello stretto di Bab el-Mandeb dopo aver segnalato i rischi di interruzione delle rotte e l’aumento dei costi per famiglie e imprese. La scelta punta a ridurre l’impatto di una minaccia che interessa direttamente il flusso di petrolio, gas e merci verso l’Italia e l’Europa.
Perché è scattata l’azione
Mimose, commozione e bandiera europea: pellegrinaggio laico per Bonino con ringraziamenti
Christie’s mette all’asta la collezione Sonnabend, stimata oltre 50 milioni di dollari
Secondo il governo, la prospettiva di rotte chiuse e ritardi nelle forniture avrebbe potuto dare il via a una sequenza di effetti negativi sull’economia nazionale già fragile. Per evitare questo, Crosetto ha annunciato un intervento mirato alla protezione dei mercantili italiani, senza attendere l’autorizzazione formale della missione europea Aspides.
La decisione è stata presa per prevenire possibili aumenti di costi e l’ulteriore instabilità nella catena logistica. L’obiettivo dichiarato è mantenere operative le rotte commerciali più esposte alla minaccia.
Il punto di strozzatura: Bab el‑Mandeb
Lo stretto di Bab el‑Mandeb, noto anche come la «porta delle lacrime», è un passaggio marittimo strategico tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. Qui transitano quote significative di materie prime ed esportazioni.

Nel passaggio sarebbero coinvolti circa il 30% del greggio e oltre il 35% del gas che arrivano in Italia. Inoltre, fino a 225 miliardi di euro di export italiano viaggiano su rotte che attraversano questo collo di bottiglia.
La minaccia Houthi
Le autorità hanno indicato come elemento di rischio la pressione esercitata dai ribelli Houthi nello scacchiere regionale. La presenza di attori armati che possono ostacolare il transito accelera le decisioni di tutela dei convogli nazionali.
Assetti operativi attivi
Sul piano operativo, una fregata della missione Aspides sta già scortando un mercantile italiano attraverso lo stretto, secondo le comunicazioni rese note. L’azione delle forze navali punta a garantire la sicurezza immediata dei tragitti commerciali interessati.

La scelta di muoversi senza attendere l’ok europeo segnala una volontà di intervento più rapida e autonoma da parte della Difesa, motivata dalla situazione logistico-commerciale descritta.
Impatto pratico per l’Italia
Blocchi delle rotte o rallentamenti avrebbero effetti diretti sui costi energetici e sui tempi di consegna per imprese e consumatori. L’intervento di protezione mira a limitare questi effetti e a preservare la continuità delle forniture.
Resta però aperta la questione delle risposte a lungo termine: la protezione dei singoli convogli affronta il problema immediato, ma non elimina la vulnerabilità strutturale legata al passaggio attraverso un unico punto di gravitazione commerciale.











