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Nonostante tensioni internazionali e misure protezionistiche, l’export italiano ha mostrato tenuta: il rapporto Ice registra una crescita del 3,3% nel 2025. L’Istituto, nel centenario della sua fondazione, indica però che la strada per ridurre i rischi passa dalla diversificazione dei mercati e da una maggiore apertura commerciale.
Una crescita sotto stress
Il progresso dell’export è avvenuto in un contesto complesso. Guerre e incertezza geopolitica hanno pesato sulle catene globali, mentre le politiche tariffarie di Donald Trump hanno complicato i rapporti con uno dei principali clienti dell’Italia: gli Stati Uniti.
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Questi fattori hanno reso più evidente la vulnerabilità degli scambi a shock esterni. Pur così, il dato di crescita segnala una capacità di adattamento delle imprese italiane.
La risposta proposta dall’Ice
Nel documento l’Istituto del commercio estero sostiene che la migliore difesa è giocare su più fronti: servono sia un rafforzamento dell’integrazione europea sia nuovi accordi bilaterali e multilaterali.
Tra gli esempi citati figurano intese già concluse o in progress con paesi e aree strategiche. Questi strumenti vengono indicati come chiave per ampliare gli sbocchi e diversificare gli approvvigionamenti.
Accordi menzionati
- Mercosur
- India
- Australia
- Messico
- Intese in via di definizione con alcuni paesi asiatici
Implicazioni per aziende e policy maker
Secondo l’Ice, la strategia richiesta non è solo commerciale ma anche politica. Più Europa significa, sul piano pratico, coordinamento di politiche esterne e strumenti comuni per sostenere le imprese all’estero.
Per le imprese private la raccomandazione è chiara: ridurre la dipendenza da un singolo mercato e cercare nuovi canali di vendita e approvvigionamento. Per le istituzioni, invece, il rapporto sollecita un impegno a consolidare e negoziare intese che aprano mercati e stabilizzino le catene del valore.
In sintesi, il +3,3% del 2025 dà respiro all’export italiano, ma l’Ice chiarisce che la resilienza futura richiederà una politica commerciale multilaterale e una rete di alleanze più ampia e diversificata.











