A Jackson Hole Warsh mette in guardia: una strategia Fed poco chiara può aumentare rischi economici

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Con l’inflazione statunitense tornata a correre e i rendimenti dei Treasury in aumento, il silenzio della Federal Reserve si fa rischioso. Al centro del confronto ci sono la misura dei prezzi preferita dalla banca centrale, l’intervento del Tesoro sui titoli di Stato e l’atteso discorso di Kevin Warsh al simposio di Jackson Hole.

Inflazione e pressioni sui prezzi

I dati più recenti mostrano l’indice PCE, quello che la Fed monitora maggiormente, salito a luglio al 3,7% su base annua. La componente core, che esclude energia e alimentari, resta intorno al 3,3%, indicando che la spinta dei prezzi non deriva solo dagli shock energetici.

Grafico dell'indice PCE e della componente core dell'inflazione nel corso dei mesi
L’indice PCE, monitorato dalla Fed, è salito al 3,7% annuo a luglio.

Il livello corrente dell’inflazione pone un problema concreto: per riportare il dato core verso il target del 2% entro fine anno, servirebbe una serie prolungata di letture mensili molto contenute, intorno allo 0,1%. Gli indicatori delle ultime settimane, tuttavia, rendono difficile immaginare un rallentamento così rapido.

Jackson Hole: un banco di prova per Warsh

Il simposio annuale della Federal Reserve di Kansas City, che riunisce banchieri centrali ed economisti dal 1982, arriva in un momento di tensione. Il discorso di Kevin Warsh, previsto per venerdì, è considerato la prova principale: negli anni scorsi molti presidenti della Fed hanno usato questa platea per annunciare svolte di politica o cambi di prospettiva.

Warsh è arrivato al suo incarico a maggio. Già a fine luglio aveva lasciato intendere che l’aumento dei rendimenti potesse alterare le condizioni finanziarie a tal punto da rendere non immediato un intervento diretto della banca centrale. Ma il mercato ha reagito in modo diverso, e le aspettative ora sono in evoluzione.

Tesoro contro Fed: chi fissa il prezzo del denaro?

La crescita dei rendimenti ha forzato una risposta pubblica anche dal Tesoro. A metà agosto il segretario Scott Bessent ha deciso di raddoppiare i riacquisti di titoli a lunga scadenza per contenere il rialzo dei rendimenti. L’operazione ha evidenziato uno scontro pratico su ruoli e responsabilità: chi deve intervenire, e fino a che punto, per stabilizzare il mercato del debito?

Il contrasto mette in luce anche un tema più ampio: il debito pubblico degli Stati Uniti, che ha superato la soglia dei 40 mila miliardi di dollari, e la difficoltà degli investitori a collocare titoli a lungo termine senza premiare maggiormente il rendimento.

Cosa si aspetta il mercato

I future sui tassi mostrano che la probabilità di un rialzo a settembre è salita, seppure resti minoritaria: l’indicazione del FedWatch del CME porta la stima al 36%, rispetto al 33% di una settimana prima. Il grafico delle aspettative riflette la crescente incertezza nelle scelte future della Fed.

Analisti osservano schermi con dati sui future sui tassi d'interesse e previsioni di mercato
Il mercato continua a prezzare l’incertezza sulle decisioni della Fed nei prossimi mesi.

Allo stesso tempo, l’ultimo rapporto sull’occupazione è uscito nettamente sotto le attese. Per alcuni analisti questo dato concede alla Fed spazio per una pausa a settembre, ma non elimina la necessità di decisioni più nette nelle settimane successive.

Il confronto internazionale e la pressione politica

A Jackson Hole sarà presente anche Isabel Schnabel, membro del comitato esecutivo della BCE, che ha già indicato la possibilità di un nuovo rialzo dei tassi a settembre, citando l’inflazione nell’Eurozona salita a luglio al 2,9%. Il confronto internazionale mette ulteriore pressione su Washington per chiarire la propria road map.

La dimensione politica non è assente. Warsh ha riconosciuto di ricevere pressioni esterne, incluse telefonate del presidente degli Stati Uniti che chiedono tassi più bassi. Qualsiasi apertura verso un nuovo aumento rischia di alimentare frizioni politiche, rendendo il messaggio che verrà pronunciato a Jackson Hole ancora più delicato.

Cosa chiedono mercati ed economisti

Piuttosto che una promessa sui futuri livelli dei tassi, la maggior parte degli osservatori si attende da Warsh una spiegazione chiara dei criteri che guidano le sue valutazioni. Gli investitori vogliono capire quali dati e soglie la Fed considera decisivi per le prossime mosse.

Storicamente, i discorsi a Jackson Hole hanno servito non solo ad annunciare decisioni ma anche a mostrare il metodo. La curiosità oggi riguarda soprattutto come Warsh intende bilanciare il rischio inflazione, le tensioni sul mercato dei Treasury e la sostenibilità fiscale a medio termine.

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