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Al Meeting di Rimini il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha messo in guardia contro il rischio di segreazione nelle scuole italiane quando in alcune classi si concentra un alto numero di studenti stranieri. Il ministro ha chiesto interventi per favorire una distribuzione più equa degli alunni e migliorare così l’integrazione.
Un richiamo alla storia per spiegare il pericolo
Valditara: serve una quota equilibrata di studenti stranieri per favorire l’integrazione
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Nel suo intervento Valditara ha evocato l’esperienza della segregazione razziale negli Stati Uniti. «Nell’America della segregazione razziale c’erano scuole per i bianchi e per i neri», ha detto, usando quel riferimento per sottolineare il rischio di isolamento scolastico anche oggi.
Concentrazioni che complicano l’apprendimento
Secondo il ministro, quando in una classe si registra una presenza molto alta di ragazzi stranieri possono emergere ostacoli concreti. In particolare, Valditara ha citato le difficoltà nell’apprendimento della lingua e nell’assimilazione dei valori della comunità.

«È fondamentale che in una classe ci siano tanti italiani e stranieri, che non ci sia una percentuale elevatissima di stranieri», ha affermato, indicando la composizione degli alunni come elemento centrale per il successo educativo.
La proposta: favorire una distribuzione equilibrata
Per contrastare questi effetti il ministro ha invocato l’obiettivo di una distribuzione equilibrata degli studenti tra le diverse scuole e classi. «Dobbiamo sforzarci per una distribuzione equilibrata», ha detto, richiamando a interventi organizzativi e di policy.
Ha poi concluso richiamando la necessità di perseguire un modello orientato all’integrazione. «È importante l’equilibrio nei numeri. Dobbiamo andare verso un modello di integrazione», ha rimarcato, senza entrare nel dettaglio delle misure concrete da adottare.











