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Meta ha raggiunto un accordo con la maggior parte degli Stati degli Stati Uniti che prevede pagamenti fino a 18 miliardi di dollari in dieci anni e nuovi limiti sull’uso dei suoi servizi da parte degli adolescenti. Le misure impongono restrizioni su tempo, notifiche e alcune funzioni, ma lasciano intatto il cuore del sistema di raccomandazione che modula i feed.
Cosa contiene l’accordo
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Per chiudere una delle più rilevanti battaglie legali della sua storia — dopo lo scandalo Cambridge Analytica — Meta ha accettato di versare fino a 18 miliardi di dollari nel corso di dieci anni e di introdurre una serie di limiti rivolti agli utenti sotto i 18 anni. L’azienda non ha però ammesso alcuna responsabilità con il patteggiamento.

Tra le novità previste: un limite complessivo di due ore al giorno per l’uso di Facebook e Instagram da parte degli adolescenti, salvo il consenso di un genitore; il blocco delle app tra mezzanotte e le sei del mattino; notifiche silenziate durante l’orario scolastico; e la visualizzazione del conteggio dei “like” nascosta di default. Meta dovrà inoltre rafforzare i controlli per verificare l’età degli account.
La maggior parte delle misure dovrebbe entrare in vigore nei prossimi mesi e rimanere valida per dieci anni. Il testo dell’accordo fissa anche scadenze precise: per esempio la disponibilità di un feed non personalizzato dovrà arrivare entro quattro mesi, ma resta ancora da vedere come saranno concretamente applicate tutte le regole.
Il nodo dell’algoritmo
Il punto centrale — e più controverso — riguarda l’algoritmo che decide quali contenuti mostrare agli utenti. Meta raccoglie segnali sul tempo di visualizzazione, sui commenti, sulle condivisioni e sui “like” per modellare un feed personalizzato. Queste stesse informazioni alimentano anche il sistema pubblicitario.

L’accordo introduce la possibilità per gli adolescenti di optare per un feed non personalizzato, che mostri i post degli account seguiti in ordine cronologico. Tuttavia, quella non sarà l’impostazione predefinita: spetterà agli utenti scegliere di passare al feed cronologico. In sostanza, l’intervento limita quando e come il feed personalizzato può essere consumato ma non ne smonta il meccanismo di base.
Le critiche
Più osservatori hanno espresso delusione perché l’accordo non disattiva automaticamente gli algoritmi di raccomandazione. Secondo critici come Josh Golin di Fairplay, questo lascia aperta la possibilità che i giovani rimangano esposti a flussi di contenuti potenzialmente dannosi.
Altri esperti sottolineano che limitare il tempo di utilizzo è solo un passo: per essere realmente efficace servirebbero interventi anche sui contenuti che l’algoritmo propone. C’è però chi avverte che l’introduzione tecnica di certe protezioni dimostra la fattibilità di modifiche strutturali alle piattaforme per tutelare i minori.
Reazioni dei mercati e implicazioni per la concorrenza
La notizia dell’accordo ha avuto effetti immediati sui mercati: il titolo Meta è salito di circa l’1%, mentre Alphabet ha perso l’1,4% e Snap l’8,4%. Parte della struttura del pagamento (circa 5 miliardi) è condizionata al fatto che anche concorrenti come TikTok, YouTube e Snapchat accettino misure simili, un elemento che mette Meta e gli stati americani su posizioni convergenti rispetto ai rivali.
Effetto sulle politiche internazionali
L’accordo negli Usa ha già innescato richieste di applicare provvedimenti analoghi altrove. La Corea del Sud ha sollecitato l’estensione di alcune misure a livello globale, comprese le raccomandazioni algoritmiche. L’Australia ha interpretato l’intesa come una conferma che le aziende dispongono degli strumenti per proteggere i più giovani e uno studio legale australiano sta valutando un’azione collettiva ispirata al caso americano.
Bruxelles intanto ha annunciato di attendere proposte concrete da Meta per contrastare il cosiddetto addictive design di Facebook e Instagram. La Commissione europea ha indicato possibili interventi più radicali, come disattivare per default autoplay e lo scrolling infinito e rivedere i sistemi di raccomandazione per ridurre gli incentivi a mantenere gli utenti costantemente coinvolti.
Che cosa resta da chiarire
Molte misure sono già delineate, ma la loro efficacia dipenderà dalle implementazioni tecniche e dai controlli. Meta non ha ancora fornito dettagli su come applicherà tutte le nuove regole, e per questo motivo resta difficile valutare l’impatto reale sul funzionamento delle piattaforme e sull’algoritmo.
Il patto rappresenta comunque un precedente significativo: introduce restrizioni dirette all’uso dei social da parte dei minori e mostra che è possibile modificare le piattaforme per ragioni di tutela. Se quelle modifiche si riveleranno sufficienti a ridurre i rischi per gli adolescenti è però una questione che verrà decisa nelle prossime fasi attuative e, probabilmente, in ulteriori confronti pubblici e legali.











